Più tutele per chi lavora in corsia. A Verona entra in vigore un nuovo protocollo operativo pensato per rafforzare la sicurezza all’interno degli ospedali e contrastare in modo più efficace le aggressioni ai danni di medici, infermieri e personale amministrativo. L’intesa è stata formalizzata in Prefettura e punta a tradurre in azioni concrete la necessità di proteggere gli operatori sanitari.
Il documento è stato sottoscritto dal prefetto di Verona, Demetrio Martino, insieme ai direttori generali dell’Azienda Ulss 9 Scaligera e dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona (AOUI). Alla firma erano presenti anche i vertici provinciali delle forze dell’ordine, a conferma della dimensione interistituzionale dell’accordo.
L’obiettivo dichiarato è potenziare la prevenzione e il contrasto degli episodi di violenza che negli ultimi anni hanno interessato strutture sanitarie a livello nazionale e locale. Il piano non si limita a un impegno formale, ma introduce procedure operative dettagliate per garantire interventi più tempestivi e strumenti di protezione più efficaci.
Uno dei cardini del protocollo riguarda il rafforzamento della collaborazione con le forze dell’ordine. In caso di situazioni critiche, sarà assicurata una presenza ancora più rapida di polizia e carabinieri, grazie a procedure condivise e a canali di comunicazione diretti con le centrali operative. La tempestività dell’intervento viene indicata come elemento decisivo per contenere e disinnescare le aggressioni.
Accanto al presidio sul territorio, il piano prevede un investimento significativo sulle tecnologie di sicurezza. La videosorveglianza già attiva nei presidi ospedalieri sarà potenziata e integrata con sistemi di teleallarme collegati direttamente con le centrali operative delle forze dell’ordine. Questo consentirà di attivare segnalazioni immediate in caso di pericolo e di monitorare con maggiore efficacia le aree considerate più sensibili.
Un altro pilastro dell’accordo è rappresentato dalla formazione specifica del personale. Medici, infermieri e operatori sociosanitari saranno coinvolti in percorsi dedicati per acquisire strumenti utili alla gestione delle situazioni di rischio. L’obiettivo è fornire competenze per riconoscere segnali di tensione e applicare tecniche di de-escalation, riducendo la possibilità che un conflitto degeneri in violenza.
Il protocollo prevede inoltre un’azione sul piano culturale e informativo. Saranno rafforzate le campagne di comunicazione rivolte all’utenza, con l’intento di promuovere il rispetto verso i professionisti della salute e di ricordare le conseguenze penali previste per chi si rende responsabile di aggressioni. La sensibilizzazione dei cittadini viene considerata un tassello fondamentale per prevenire comportamenti inappropriati all’interno delle strutture sanitarie.
La firma dell’intesa rappresenta un passaggio significativo nel percorso di tutela degli operatori ospedalieri, spesso esposti a situazioni di forte stress e tensione. Il nuovo protocollo mira a costruire un sistema integrato di sicurezza, basato su prevenzione, tecnologia, formazione e intervento coordinato delle istituzioni.
Con l’attivazione delle nuove misure, Verona si dota così di uno strumento operativo strutturato per affrontare un fenomeno che negli ultimi anni ha suscitato crescente attenzione. L’efficacia del piano sarà legata alla piena attuazione delle procedure previste e alla collaborazione costante tra strutture sanitarie, forze dell’ordine e cittadini.