Verona rende omaggio alle madri costituenti per gli 80 anni del voto

Sfilano oltre ottanta eventi tra cultura, teatro e musei gratuiti per celebrare l’8 marzo e rilanciare il dibattito sulla parità di genere

Dal cuore dei musei civici ai palcoscenici teatrali, passando per biblioteche e quartieri, Verona si prepara a vivere una lunga stagione di iniziative dedicate alle donne e al loro ruolo nella costruzione della democrazia italiana. Dal 28 febbraio al 24 maggio 2026 prende forma il calendario “8 marzo. La Repubblica delle donne. 80 anni di futuro”, promosso dall’amministrazione comunale in occasione della Giornata internazionale dei diritti delle donne e nell’anno simbolico che segna l’ottantesimo anniversario del suffragio femminile e della nascita della Repubblica.

Non una ricorrenza isolata, ma un percorso diffuso e articolato, capace di attraversare la città con più di ottanta appuntamenti tra incontri culturali, spettacoli, momenti di riflessione e iniziative artistiche. Il programma si collega idealmente al 2 giugno 1946, data in cui le donne italiane parteciparono per la prima volta al voto politico nazionale, contribuendo in modo determinante alla scelta repubblicana.

Al centro delle celebrazioni emerge il richiamo al contributo delle ventuno madri costituenti, figure provenienti da esperienze differenti – partigiane, insegnanti, lavoratrici, intellettuali – ma unite dall’obiettivo di costruire un ordinamento fondato sull’uguaglianza sostanziale. Il riferimento agli articoli 3, 37 e 51 della Costituzione rappresenta il cardine simbolico dell’intero calendario, richiamando rispettivamente il principio di uguaglianza, la tutela del lavoro femminile e della maternità e l’accesso alle cariche pubbliche in condizioni di parità.

L’iniziativa è stata presentata dalla vicesindaca e assessora alla parità di genere Barbara Bissoli insieme alla consigliera comunale con delega alle pari opportunità Beatrice Verzè. L’obiettivo dichiarato è quello di trasformare l’anniversario in un’occasione di riflessione collettiva. La memoria storica viene così riletta come leva per affrontare le sfide contemporanee legate ai diritti, alla rappresentanza e alle disuguaglianze ancora presenti nella società.

Nel corso della presentazione è stato sottolineato come la partecipazione femminile al voto nel 1946 abbia impresso un segno indelebile nel carattere democratico del Paese, aprendo un percorso verso la piena parità tuttora in evoluzione. L’immagine scelta per il manifesto ufficiale – realizzata dall’illustratrice veronese Silvia Compagnino – raffigura un gruppo di donne in corsa su una pista che segna le tappe 80 e 90, a indicare che l’anniversario non rappresenta un traguardo definitivo ma una tappa di un cammino ancora in corso.

Ampio spazio viene riservato agli appuntamenti teatrali e musicali. L’8 marzo il Teatro Camploy ospiterà “Voci di libertà”, un viaggio musicale proposto dall’Orchestra Mosaika, arricchito da letture poetiche di autrici palestinesi e israeliane curate dalle associazioni coinvolte. Sempre nello stesso teatro andranno in scena “Vorrei una voce”, monologo di Tindaro Granata nato dall’esperienza con detenute di alta sicurezza, e “Donna non rieducabile”, adattamento di Stefano Massini dai testi di Anna Politkovskaja, interpretato da Ottavia Piccolo.

Nel cartellone di Verona L’Altro Teatro trova spazio anche “Mio eroe”, monologo scritto e interpretato da Giuliana Musso, dedicato alle madri dei militari italiani caduti in Afghanistan durante la missione ISAF. Il filo rosso che lega gli spettacoli è il racconto di esperienze femminili segnate da impegno, coraggio e consapevolezza civile.

L’offerta culturale si amplia con incontri e azioni performative promosse da Casa di Ramìa e GeneraLab, mentre la Biblioteca Civica accoglie la presentazione del volume illustrato “Libere e sovrane: le donne che hanno fatto la Costituzione” di Giulia Mirandola. La mostra collegata al libro resterà visitabile fino al 28 marzo, contribuendo a diffondere la conoscenza delle protagoniste dell’Assemblea costituente.

Per l’intera giornata dell’8 marzo è inoltre previsto l’ingresso gratuito per le donne in numerosi musei cittadini, tra cui la Galleria d’Arte Moderna Achille Forti, il Museo Archeologico al Teatro Romano, il Museo degli Affreschi “G.B. Cavalcaselle”, il Museo di Castelvecchio, il Museo di Storia Naturale e il Museo Lapidario Maffeiano. Un segnale concreto che affianca la riflessione simbolica con un gesto di apertura culturale.

La consigliera Beatrice Verzè ha evidenziato come l’anniversario rappresenti anche un momento di bilancio rispetto agli ostacoli che ancora limitano la piena realizzazione delle donne. L’intento dichiarato è quello di riportare la questione femminista al centro del dibattito pubblico, affrontandone le diverse sfaccettature con una prospettiva collettiva e istituzionale.

Con “La Repubblica delle donne. 80 anni di futuro”, Verona sceglie dunque di intrecciare memoria e progettualità. La celebrazione del passato si trasforma in un impegno verso le generazioni future, con l’obiettivo di rafforzare una cultura della parità che continui a evolversi nel tempo.

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