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Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato una mozione che punta a rivedere le regole europee sull’origine dei prodotti alimentari, con l’obiettivo di tutelare il vero Made in Italy e, in particolare, il comparto agroalimentare veneto. L’iniziativa, sostenuta da Coldiretti Veneto e rilanciata anche da Coldiretti Verona, mira a contrastare un meccanismo normativo che consente di attribuire l’etichetta italiana a prodotti realizzati con materie prime provenienti dall’estero.
La questione ruota attorno al regolamento Ue n. 952/2013, noto come Codice doganale dell’Unione. La normativa attuale stabilisce che un prodotto possa essere definito “Made in Italy” se l’ultima trasformazione sostanziale avviene sul territorio nazionale, anche qualora la materia prima sia stata importata da altri Paesi.
Secondo i promotori della mozione, questa impostazione genera ambiguità e rischia di trarre in inganno i consumatori. I casi citati sono numerosi: petti di pollo allevati all’estero che diventano italiani dopo una semplice panatura eseguita in Italia, oppure cosce di maiale provenienti da Olanda o Danimarca che, una volta salate nel nostro Paese, vengono commercializzate come prodotti tricolore.
Il voto del 24 febbraio segna una presa di posizione ufficiale del Veneto, che si impegna a portare la questione all’attenzione delle istituzioni europee chiedendo una riforma del criterio di origine. La proposta è chiara: adottare come parametro unico il luogo effettivo di provenienza delle materie prime, superando il principio dell’ultima lavorazione sostanziale.
Il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan, ha evidenziato i rischi legati all’attuale sistema, sottolineando come l’ambiguità normativa possa penalizzare i produttori locali e compromettere la trasparenza del mercato. La richiesta è quella di garantire chiarezza lungo tutta la filiera agroalimentare, tutelando sia chi produce nel rispetto delle regole sia chi acquista confidando nell’autenticità dell’etichetta.
La mozione si inserisce in una mobilitazione più ampia che, secondo quanto comunicato dall’organizzazione agricola, ha già raccolto oltre un milione di firme a sostegno di una maggiore trasparenza sull’origine degli alimenti. L’obiettivo dichiarato è rafforzare la fiducia dei consumatori e valorizzare le produzioni realmente legate ai territori.
Dopo l’approvazione in Consiglio regionale, l’iniziativa si sposta ora a livello locale. Coldiretti Verona ha annunciato una vera e propria “guerra” a difesa del cibo Made in Veneto, invitando i Comuni del territorio a sostenere formalmente la stessa posizione attraverso mozioni nei rispettivi consigli comunali.
Il presidente di Coldiretti Verona, Alex Vantini, ha rivolto un appello diretto alle amministrazioni veronesi affinché si schierino a favore della proposta, consolidando una rete istituzionale capace di fare pressione a Bruxelles. L’obiettivo è costruire un fronte compatto che possa incidere sulle future decisioni europee in materia di etichettatura e origine dei prodotti.
La battaglia non riguarda soltanto un aspetto tecnico-legislativo, ma tocca il tema della trasparenza e della corretta informazione al consumatore. In gioco vi sono la competitività delle imprese agricole locali, la tutela delle filiere territoriali e la chiarezza delle indicazioni riportate sulle confezioni.
Con l’approvazione della mozione, il Veneto assume quindi un ruolo attivo nel dibattito europeo sull’origine degli alimenti, chiedendo regole più stringenti e coerenti con le aspettative di produttori e cittadini. La partita si giocherà ora sul piano istituzionale, dove la Regione intende far valere la propria posizione per ridefinire i criteri che determinano l’identità dei prodotti agroalimentari.