Il Consiglio comunale di Verona ha approvato ieri la delibera che autorizza la modifica dell’articolo 1 dello statuto di Agsm-Aim S.p.A., passo necessario per consentire all’assemblea straordinaria della multiutility di concludere l’iter di re-branding verso il nuovo soggetto unico denominato “Magis”. La proposta (deliberazione 6/2026) è passata con 21 voti favorevoli e 1 astenuto.
Il provvedimento riguarda l’autorizzazione al sindaco Damiano Tommasi (o a un suo delegato) a votare favorevolmente in assemblea la modifica statutaria relativa alla denominazione sociale.
Nel corso della stessa seduta è stata inoltre approvata la deliberazione 5/2026 sulla variante normativa n. 56 al Piano degli Interventi, dedicata alla nuova subcategoria “logistico distributivo” (UT3/3).
Perché Agsm-Aim punta a Magis: identità unica e posizionamento nazionale
Nel presentare la delibera, il sindaco Tommasi ha ripercorso le tappe del processo avviato nell’ottobre 2020, quando le amministrazioni di Verona e Vicenza decisero l’aggregazione delle rispettive aziende storiche. La prima denominazione, AGSM-AIM, ha accompagnato la fase iniziale di integrazione.
Con la nuova governance, il rinnovo del CdA e la predisposizione del piano industriale 2025-2030, è emersa la necessità di un ulteriore passo: costruire una realtà percepita come soggetto unico, non come semplice somma delle due aziende originarie. Tra le motivazioni richiamate in aula:
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la necessità di rafforzare un’identità unitaria e stabile, anche alla luce di dinamiche “fisiologiche” nelle fasi iniziali;
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l’esigenza di una maggiore competitività comunicativa, perché sul territorio l’azienda viene ancora identificata in modo diverso (“AGSM” a Verona e “AIM” a Vicenza);
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un posizionamento coerente con i principali competitor nazionali del settore multiutility, caratterizzati da nomi brevi e riconoscibili.
Il sindaco ha inoltre chiarito il quadro procedurale: il cambio di denominazione, di per sé, non imporrebbe sempre un passaggio in Consiglio per le società a controllo pubblico, ma lo Statuto del Comune di Verona prevede che, quando serve un’assemblea straordinaria per modifiche statutarie, debba esserci prima l’autorizzazione consiliare.
Il dibattito in aula: “metodo” e mandato all’assemblea
Durante il confronto, la consigliera Maria Fiore Adami (Fratelli d’Italia) ha sollevato una questione di metodo, sostenendo che la presentazione pubblica del nuovo nome sarebbe avvenuta prima del voto consiliare. I due emendamenti presentati sono stati bocciati dalla maggioranza.
Posizioni favorevoli sono arrivate da più interventi: secondo Giacomo Cona, la delibera rappresenta un passaggio chiave nel percorso avviato nel 2020 e il nome Magis richiama crescita e visione strategica. Carlo Beghini (Pd) ha rimarcato che non si tratta di un semplice cambio di nome ma di un tassello coerente con piano industriale e visione nazionale, richiamando anche l’orizzonte di investimenti indicato per i prossimi anni.
Sul fronte contrario, Salvatore Papadia (Forza Italia) ha criticato l’assenza di un confronto preventivo con opposizione e capigruppo, mentre Massimo Mariotti (Fratelli d’Italia) ha insistito sul valore sostanziale del rispetto delle procedure.
A chiudere, Alberto Falezza (Pd) ha sottolineato che il Consiglio non cambia direttamente il nome, ma autorizza il sindaco a votare in assemblea straordinaria la modifica dello statuto: sarà poi la società a deliberare formalmente la nuova denominazione. Il sindaco Tommasi ha ribadito la stessa impostazione: nessuna elusione, ma un passaggio necessario per conferire il mandato.
Variante 56 al Piano degli interventi: regole per la logistica distributiva
Nella stessa seduta è stata approvata anche la deliberazione 5/2026 relativa alla variante normativa n. 56 al Piano degli Interventi. La vicesindaca con delega all’urbanistica, Barbara Bissoli, ha spiegato che l’obiettivo è disciplinare la subcategoria “Logistico Distributivo” (UT3/3) dentro la funzione “Direzionale e Produttivo” (UT3), distinguendo tre tipologie:
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UT3/3.1 autotrasporto per conto terzi
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UT3/3.2 operatore che rifornisce la propria rete distributiva
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UT3/3.3 operatore che distribuisce direttamente al consumatore finale (e-commerce)
La variante introduce parametri e carichi urbanistici differenziati, puntando a una distribuzione più equa degli standard e degli oneri di urbanizzazione, e a una gestione più ordinata di un fenomeno considerato in crescita e potenzialmente impattante sul traffico. Tra gli elementi richiamati: standard pubblici complessivi (verde e parcheggi) pari a 15 mq ogni 100 mq di superficie territoriale e la previsione di insediamento delle nuove attività in aree individuate come idonee, tra cui il Quadrante Europa e l’ambito produttivo della Bassona, in coerenza con collegamenti tangenziali e autostradali.
Nel dibattito, Michele Bresaola (Pd) e Giovanni Pietro Trincanato (Traguardi) hanno definito il provvedimento un passaggio utile per tutelare i quartieri e governare l’impatto urbano della logistica. La vicesindaca Bissoli ha concluso richiamando gli effetti attesi sul contenimento del traffico improprio e sulla qualità della vita, ringraziando gli uffici per il lavoro tecnico svolto.