Rave nel mantovano, denunciati 42 partecipanti: ci sono anche giovani veronesi

Blitz dei carabinieri in un capannone abbandonato a Dosolo: tra i segnalati anche giovani veronesi e quattro minorenni.

Un intervento scattato alle prime ore del mattino ha posto fine a un rave party organizzato all’interno di un capannone dismesso nella provincia di Mantova. L’operazione, condotta dai carabinieri domenica 15 febbraio a Dosolo, si è conclusa con 42 denunce per invasione di terreni ed edifici, tra cui anche quattro minorenni. Tra i partecipanti figurano alcuni giovani residenti a Verona.

Il raduno, allestito in una struttura industriale abbandonata immersa nella campagna mantovana, aveva richiamato ragazzi provenienti da diverse province del Nord Italia. Oltre a Verona, le provenienze accertate includono Como, Trento, Milano, Bergamo e Bologna. Un afflusso che ha trasformato il capannone in una location improvvisata per una festa non autorizzata, con impianti audio di notevoli dimensioni.

Determinanti per l’avvio delle verifiche sono stati la musica ad alto volume e gli schiamazzi udibili a distanza, che hanno spinto una pattuglia a effettuare un controllo nella zona. Una volta giunti sul posto, i militari hanno riscontrato la presenza di numerosi giovani all’interno dell’edificio e hanno immediatamente informato la Prefettura, che ha disposto l’invio di ulteriori equipaggi per gestire la situazione e interrompere l’evento.

L’operazione si è svolta senza particolari criticità sotto il profilo dell’ordine pubblico, ma ha portato a un articolato lavoro di identificazione. Tutti i presenti ritenuti coinvolti nell’organizzazione o nella partecipazione attiva sono stati denunciati. L’accusa contestata è quella di invasione di terreni ed edifici, reato che si configura quando un immobile viene occupato senza titolo o autorizzazione.

Nel corso dell’intervento, le forze dell’ordine hanno proceduto anche al sequestro delle attrezzature utilizzate per la diffusione della musica. In particolare sono state confiscate le casse acustiche e i mezzi impiegati per il trasporto degli impianti, oltre ai telefoni cellulari riconducibili agli organizzatori, strumenti ritenuti utili per ricostruire la rete dei contatti e la pianificazione dell’evento.

La presenza di giovani veronesi tra i denunciati riporta l’attenzione sul fenomeno dei rave party che coinvolge ragazzi provenienti da più territori, spesso informati attraverso canali informali o piattaforme di messaggistica. Si tratta di raduni che, in assenza di autorizzazioni e misure di sicurezza, possono comportare rischi sia sotto il profilo della sicurezza pubblica sia sotto quello sanitario.

L’intervento di Dosolo si inserisce in un più ampio quadro di controlli mirati a prevenire occupazioni abusive e assembramenti non autorizzati in strutture dismesse. Il tempestivo coordinamento tra pattuglie sul territorio e Prefettura ha consentito di interrompere la festa e avviare le procedure di legge, evitando che l’evento si protraesse ulteriormente.

Restano ora gli sviluppi giudiziari legati alle denunce formalizzate nei confronti dei 42 partecipanti. Le posizioni dei minorenni saranno valutate secondo le procedure previste dalla normativa vigente. Intanto, il capannone è stato liberato e restituito alla disponibilità dei proprietari, mentre proseguono gli accertamenti per chiarire eventuali ulteriori responsabilità organizzative.

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