Rapina davanti alla stazione, giovane sfregiato con bottiglia rotta

Aggressione nel piazzale di Verona Porta Nuova, arrestato un 27enne per rapina aggravata, lesioni e resistenza a pubblico ufficiale.

Aggressione

Un’aggressione violenta consumata nel tardo pomeriggio davanti alla stazione di Verona Porta Nuova si è conclusa con un arresto e il trasferimento in carcere del presunto responsabile. Un giovane è stato colpito al volto e alla mano con una bottiglia rotta e derubato di un paio di cuffiette, al termine di una richiesta di denaro degenerata in rapina.

L’episodio si è verificato intorno alle 18 di domenica 15 febbraio nel piazzale antistante lo scalo ferroviario, area spesso presidiata dalle forze dell’ordine. Proprio durante un servizio di controllo, operatori della Polizia di Stato e della Guardia di finanza hanno notato due uomini coinvolti in un acceso diverbio. Si trattava di un cittadino marocchino di 27 anni e di un cittadino ivoriano di 23 anni.

Avvicinatisi per verificare quanto stesse accadendo, gli agenti hanno ricostruito i contorni della vicenda anche grazie alle dichiarazioni della parte lesa. Secondo quanto emerso, il ventisettenne avrebbe avvicinato il giovane ivoriano chiedendogli del denaro e accompagnando la richiesta con minacce di lesioni. Di fronte al rifiuto, la situazione sarebbe precipitata rapidamente.

Il 27enne avrebbe quindi afferrato una bottiglia rotta, colpendo il ventitreenne al volto e alla mano, provocandogli ferite. Subito dopo, approfittando dello stato di shock della vittima, gli avrebbe sottratto dalle tasche un paio di cuffiette, tentando di allontanarsi. L’intervento tempestivo delle forze dell’ordine ha impedito che l’aggressione avesse conseguenze ancora più gravi.

Durante le operazioni di identificazione e contenimento, il presunto aggressore avrebbe opposto una violenta resistenza, rendendo necessario l’intervento di una pattuglia della Volante giunta in supporto. Solo dopo diversi tentativi gli operatori sono riusciti a bloccarlo in sicurezza.

Sottoposto a perquisizione personale, il giovane è stato trovato in possesso delle cuffiette appena sottratte, immediatamente riconosciute dalla vittima e restituite. Nel corso degli accertamenti è stata inoltre rinvenuta e sequestrata la bottiglia rotta ritenuta l’arma utilizzata per colpire il ventitreenne, elemento che ha aggravato il quadro accusatorio.

Anche una volta fatto salire sull’auto di servizio, il 27enne avrebbe continuato a mantenere un atteggiamento aggressivo, dimenandosi e rivolgendosi agli agenti con frasi offensive. La condotta ostile sarebbe proseguita anche negli uffici della Questura, dove l’uomo è stato accompagnato per gli atti di rito.

Alla luce degli elementi raccolti, il cittadino marocchino – già noto alle forze dell’ordine per precedenti legati a reati contro il patrimonio e violazioni in materia di immigrazione – è stato arrestato con le accuse di rapina propria aggravata dall’uso di armi, lesioni personali, oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale. Su disposizione del pubblico ministero di turno, è stato trasferito presso la casa circondariale di Verona-Montorio, in attesa dell’udienza di convalida.

Nelle ore successive, il giudice ha convalidato l’arresto e disposto nei suoi confronti la misura della custodia cautelare in carcere. L’episodio riporta l’attenzione sulla sicurezza nelle aree sensibili della città, come quella attorno alla principale stazione ferroviaria, dove i controlli restano costanti per prevenire e contrastare episodi di violenza e criminalità.

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