Il Veneto si conferma tra le regioni più dinamiche del panorama brassicolo italiano, chiudendo la XXI edizione di “Birra dell’Anno” con 17 riconoscimenti complessivi. Il concorso, organizzato da Unionbirrai – l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti – si è svolto a Rimini nell’ambito di Beer&Food Attraction, in un’edizione che ha coinciso con il trentennale del movimento craft nazionale.
Il bilancio regionale parla di 10 piazzamenti sul podio – 2 ori, 4 argenti e 4 bronzi – a cui si aggiungono 7 menzioni speciali, un risultato che fotografa un comparto diffuso e competitivo. Le realtà premiate provengono da diverse province, in particolare Vicenza e Verona, ma anche Padova e Treviso, a testimonianza di una crescita omogenea e radicata nel territorio.
A guidare il medagliere veneto sono i due ori conquistati da Vertiga di Marostica (Vicenza) con la birra “Moonella” (categoria 6) e da Crak Brewery di Camposampiero (Padova) con “Tropical Gose” (categoria 39). Due affermazioni che hanno premiato stili differenti, dalla tradizione europea alle interpretazioni più contemporanee, confermando la versatilità produttiva regionale.
Accanto agli ori, il podio ha visto salire anche Fogliarubia e Brew Gruff per la provincia di Verona, insieme a Lucky Brews e Ofelia per il Vicentino. Crak Brewery ha inoltre ottenuto ulteriori piazzamenti tra argenti e bronzi, consolidando la propria posizione di riferimento nel panorama nazionale. Vicenza e Verona emergono così come poli centrali della produzione artigianale veneta, capaci di distinguersi per qualità e continuità.
Il quadro si completa con sette menzioni che ampliano ulteriormente la presenza regionale nell’albo d’oro. Tra queste figurano Birrificio Agricolo Valderon (Treviso), premiato con una doppia menzione, Meraki (Treviso), Birrone (Vicenza), Seiterre Lyon (Verona), Lzo (Treviso) e un’ulteriore menzione per Lucky Brews (Vicenza). Un insieme di riconoscimenti che restituisce l’immagine di un tessuto produttivo variegato e competitivo.
L’edizione 2026 del premio ha assunto un significato particolare, celebrando i trent’anni dalla nascita del movimento craft italiano, datata 1996. In questo contesto, il titolo di birrificio dell’anno è andato a Birra dell’Eremo, mentre il Veneto ha consolidato il proprio ruolo tra le regioni più premiate.
Secondo Unionbirrai, il concorso rappresenta una fotografia fedele del settore, fondata su un metodo di valutazione rigoroso. Le degustazioni avvengono rigorosamente alla cieca, un criterio che garantisce imparzialità e valorizza esclusivamente la qualità del prodotto. In un periodo segnato dal calo dei consumi fuori casa, i risultati ottenuti dai birrifici veneti assumono un peso ancora maggiore.
Il comparto artigianale sta attraversando una fase complessa, ma continua a dimostrare vitalità. Il recente taglio delle accise, sostenuto dall’associazione di categoria a tutela dei piccoli produttori indipendenti, ha rappresentato un sostegno concreto per molte realtà. I riconoscimenti ottenuti a Rimini confermano che, nonostante le difficoltà, il settore mantiene standard elevati e una forte capacità innovativa.
Il medagliere del Veneto racconta dunque un movimento maturo e competitivo, capace di spaziare tra stili classici e sperimentazioni moderne. La presenza costante di birrifici veronesi e vicentini ai vertici della competizione sottolinea il ruolo centrale della regione nel panorama brassicolo nazionale, in un anniversario simbolico che segna trent’anni di evoluzione del craft italiano.