Maltrattamenti al nido privato: asilo sequestrato a verona

Cinque educatrici sospese per un anno, indagini su presunti abusi e gravi carenze igieniche in una struttura del centro città

Un asilo nido privato nel centro di Verona è stato posto sotto sequestro probatorio al termine di un’indagine che ha fatto emergere un quadro definito inquietante dagli inquirenti. Strattonamenti, schiaffi, bambini lasciati sporchi e, in un caso, fatti dormire in uno sgabuzzino buio: sono alcune delle contestazioni che hanno portato all’emissione di misure cautelari interdittive nei confronti di cinque donne, tra educatrici e responsabili della struttura.

Le indagate, di età compresa tra i 25 e i 50 anni, dovranno rispondere a vario titolo di maltrattamenti aggravati e, per una di loro, anche di lesioni personali in relazione a una ferita al labbro riportata da un bambino. Per tutte è stato disposto il divieto temporaneo di esercitare la professione per la durata di un anno, come stabilito dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Verona.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura scaligera, ha preso avvio circa un mese fa grazie alla segnalazione di una tirocinante interna alla struttura. A seguito dell’esposto, il Nucleo operativo e Radiomobile e la Stazione principale dei carabinieri di Verona hanno avviato accertamenti mirati, installando telecamere nascoste all’interno dell’asilo. Le riprese effettuate per diverse settimane avrebbero documentato una cinquantina di episodi contestati, coinvolgendo quindici bambini su un totale di 42 iscritti, di età compresa tra i 9 mesi e i 3 anni.

Oltre alle presunte condotte violente, le indagini avrebbero evidenziato anche gravi carenze sotto il profilo igienico-sanitario. Tra gli episodi segnalati figurano pannolini cambiati sul pavimento nonostante la presenza di un fasciatoio, cucchiai utilizzati prima dalle operatrici e poi per imboccare i piccoli, lenzuola calpestate con le scarpe e un ciuccio raccolto dal pavimento del bagno e rimesso in bocca a un bambino senza essere lavato. Circostanze che, se confermate, delineerebbero un contesto di forte trascuratezza nella gestione quotidiana dei minori.

Parallelamente alle misure personali, la polizia giudiziaria, con il supporto dei Nas di Padova, ha eseguito il sequestro dell’immobile su decreto della Procura. L’obiettivo è duplice: interrompere immediatamente le condotte contestate e preservare lo stato dei luoghi in vista di ulteriori accertamenti tecnici.

In queste ore numerosi genitori sono stati convocati in caserma per essere ascoltati dagli investigatori. Secondo quanto riferito, fino all’avvio dell’indagine non sarebbero state presentate denunce formali. Le famiglie, colpite dalla notizia, esprimono sconcerto e incredulità. “Come è stato possibile?” è la domanda che ricorre tra i genitori, chiamati ora a confrontarsi con un quadro che, allo stato attuale, resta oggetto di approfondimenti investigativi.

Il procuratore della Repubblica di Verona, Raffaele Tito, ha precisato in una nota che le indagini preliminari sono ancora in corso e che l’applicazione delle misure interdittive non equivale a un accertamento definitivo delle responsabilità. Un richiamo al principio di presunzione di innocenza, che accompagna questa fase del procedimento.

Nei prossimi giorni sono previsti gli interrogatori delle cinque indagate davanti al giudice per le indagini preliminari. Gli inquirenti proseguono nel lavoro di ricostruzione dei fatti, anche attraverso l’analisi del materiale video raccolto e le testimonianze delle famiglie. L’attenzione resta alta su una vicenda che ha profondamente scosso la comunità veronese, riportando al centro il tema della tutela dei minori nei servizi educativi per la prima infanzia.

https://www.ansa.it/veneto/videogallery/2026/02/11/verona-maltrattamenti-in-un-asilo-nido-interdette-5-maestre_cedf11c6-3ac1-44bb-8793-4c5aeb3d88cf.html

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