Il 10 febbraio 2026 Verona ha celebrato il Giorno del Ricordo, la solennità civile istituita per conservare e rinnovare la memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata. La cerimonia ufficiale si è svolta al Cimitero Monumentale, dove è stata deposta una corona al Cippo in pietra dell’Istria dedicato alle Vittime delle foibe e delle tombe abbandonate.
La ricorrenza, riconosciuta con legge dello Stato il 30 marzo 2004, è legata alla firma dei Trattati di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. In quell’occasione l’Italia cedette alla Jugoslavia le province di Zara e del Carnaro, mentre Trieste e parte dell’Istria divennero Territorio Libero di Trieste. Una data simbolo che richiama una delle pagine più complesse della storia del confine orientale.
Le celebrazioni sono state promosse dal Comune di Verona in collaborazione con la Prefettura, il Comfoter di Supporto dell’Esercito e le associazioni riunite nel Comitato Unitario per la Difesa delle Istituzioni Democratiche.
Cerimonia al Cimitero Monumentale per il Giorno del Ricordo 2026
La giornata si è aperta con la deposizione della corona al monumento commemorativo. Alla cerimonia hanno partecipato rappresentanti delle principali istituzioni cittadine, tra cui l’assessore alla Memoria storica Jacopo Buffolo.
“Nel ricordo di questo giorno non vi deve essere alcuna etichetta politica” ha sottolineato Buffolo, evidenziando la necessità di una riflessione condivisa sulle violenze che hanno segnato la frontiera adriatica tra Italia, Slovenia e Croazia.
L’assessore ha richiamato l’attenzione sulla complessità delle memorie legate a quegli eventi, parlando di sofferenze vissute da chi è stato travolto dalla storia. L’obiettivo delle istituzioni, è stato ribadito, non è quello di costruire contrapposizioni o graduatorie di dolore, ma di analizzare le dinamiche che hanno portato a stagioni di violenza.
Il Giorno del Ricordo diventa così un momento di consapevolezza civile, orientato non solo alla commemorazione del passato ma anche alla prevenzione delle violenze che ancora oggi colpiscono i civili in diversi contesti internazionali.
Memoria delle foibe e dell’esodo: iniziative sul territorio
Le commemorazioni sono proseguite in piazza Martiri d’Istria e Dalmazia, nel quartiere di Santa Lucia (Circoscrizione 4^), dove nel 2013 è stata collocata una stele con la mappa dei territori della frontiera adriatica teatro dei massacri delle foibe e dei luoghi dell’esodo.
Nel pomeriggio, alle ore 17, il Chiostro di Santa Maria delle Vittorie ha ospitato il convegno dal titolo “Dopo il Trattato di Osimo (1975). Italia e Slovenia tra memorie divise e frontiere che scompaiono”. L’incontro, introdotto dal professor Giovanni Bernardini dell’Università di Verona, ha visto gli interventi del professor Giuseppe Zaccaria dell’Università di Padova e di Borut Klabjan, consigliere scientifico del Centro di ricerche scientifiche di Koper-Capodistria.
Il confronto accademico ha offerto un approfondimento storico sulle trasformazioni del confine orientale e sulle relazioni tra Italia e Slovenia, in un’ottica di dialogo e comprensione reciproca.
Una memoria condivisa per il futuro
Istituito per ricordare la tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, nonché l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati, il Giorno del Ricordo rappresenta un passaggio fondamentale nel calendario civile italiano.
A oltre vent’anni dalla sua istituzione, la ricorrenza continua a promuovere una riflessione pubblica sulle vicende del Novecento e sulle conseguenze delle tensioni nazionalistiche. La memoria, secondo le istituzioni coinvolte, deve tradursi in responsabilità collettiva, affinché le lezioni del passato possano contribuire a evitare nuove escalation di violenza.
Verona ha rinnovato così il proprio impegno nel custodire una memoria storica condivisa, nel rispetto delle diverse sensibilità e nel segno della consapevolezza civile.