Discariche di amianto, il Pd chiede lo stop alla Regione: “Il territorio ha già dato”

Il Partito democratico di Verona rilancia l’allarme sulle discariche di rifiuti pericolosi e sollecita un cambio di rotta alla nuova maggioranza regionale: sotto osservazione Villafranca e Valeggio sul Mincio.

Torna al centro del dibattito politico veronese la gestione delle discariche e, in particolare, il tema dell’amianto. Dopo la conclusione della campagna elettorale per le regionali, il Partito democratico di Verona ha ripreso l’iniziativa, rivolgendosi direttamente alla nuova maggioranza regionale guidata da Alberto Stefani e chiedendo lo stop a nuovi impianti di smaltimento nel territorio provinciale.

Nel mirino dei dem finiscono soprattutto le ipotesi di discariche di amianto nelle aree di Caluri di Villafranca e di Ca’ Baldassarre a Valeggio sul Mincio, zone considerate particolarmente sensibili perché classificate come aree di ricarica degli acquiferi. Un elemento che, secondo il Pd, rende incompatibile qualsiasi progetto di smaltimento di rifiuti pericolosi.

La conferenza stampa a Villafranca

La presa di posizione è stata ribadita nel corso di una conferenza stampa svoltasi al Caffè Fantoni di Villafranca, promossa dai consiglieri regionali Pd Anna Maria Bigon e Gianpaolo Trevisi, insieme a numerosi amministratori locali del comprensorio. Un appuntamento che ha avuto l’obiettivo di richiamare l’attenzione della Regione Veneto sulla necessità di rivedere le politiche sui rifiuti, partendo proprio dal Piano regionale.

Al centro della richiesta dem c’è l’eliminazione della deroga che consente la realizzazione di discariche in aree considerate sensibili, oltre a una revisione complessiva delle strategie di gestione dei rifiuti pericolosi, in un’ottica ritenuta più sostenibile e rispettosa del territorio.

“Verona sopporta un carico ambientale eccessivo”

Secondo quanto evidenziato da Anna Maria Bigon, la provincia di Verona sostiene già un peso ambientale sproporzionato rispetto al resto del Veneto. “Verona smaltisce quasi la metà dei rifiuti speciali e inerti dell’intera regione – ha sottolineato – un carico che nessun’altra provincia sopporta in questa misura”.

Da qui la richiesta di ripristinare il divieto di discariche di amianto nelle zone di ricarica degli acquiferi e l’annuncio di iniziative concrete in sede istituzionale. Tra queste, una mozione in consiglio regionale e la richiesta di audizione dell’assessore competente davanti alla commissione Ambiente, per chiarire le scelte future della Regione.

La richiesta di una svolta strutturale

Sul tema è intervenuto anche Gianpaolo Trevisi, che ha richiamato la necessità di un cambiamento profondo nelle politiche ambientali regionali. Meno smaltimento e più prevenzione, economia circolare e controlli rigorosi sono, secondo il consigliere, i pilastri su cui costruire una nuova strategia.

“Il settore dei rifiuti speciali è estremamente delicato – ha affermato – e richiede trasparenza, legalità e verifiche costanti. Non può esistere una buona politica ambientale senza solide garanzie di legalità”. Un messaggio che punta a collegare la tutela dell’ambiente non solo alle scelte tecniche, ma anche alla governance del settore.

La posizione degli amministratori locali

Netta anche la presa di posizione dei consiglieri comunali di Villafranca Stefano Corazzina, Matteo Melotti, Daniele Pianegonda ed Elisabetta Zanolli, che hanno ribadito la contrarietà a nuovi progetti di discarica nel territorio. Il consumo di suolo e l’impatto ambientale sono, secondo loro, elementi che non possono più essere ignorati.

Il Villafranchese non può continuare a essere sacrificato”, hanno dichiarato, annunciando la volontà di promuovere iniziative comuni con Regione e amministratori locali per monitorare attentamente i procedimenti in corso e contrastare l’insediamento di nuovi impianti di smaltimento.

All’incontro erano presenti anche rappresentanti di altri comuni dell’area, tra cui Federica Foglia per Valeggio sul Mincio, Giancarlo Residori per Mozzecane, Maurizio Facincani per Povegliano Veronese e Maurizio Cassano per Sommacampagna, a conferma di una preoccupazione condivisa a livello territoriale.

Un tema destinato a restare centrale

La questione delle discariche di amianto nel Veronese si conferma così uno dei nodi più delicati della politica ambientale regionale. Il Pd chiede un cambio di rotta deciso, sostenendo che il territorio abbia già pagato un prezzo elevato in termini ambientali e che ulteriori sacrifici non siano più accettabili.

Il confronto con la nuova maggioranza regionale è destinato a proseguire nelle prossime settimane, tra atti consiliari, audizioni e iniziative politiche che puntano a difendere le aree considerate più vulnerabili e a rimettere al centro la tutela delle risorse idriche.

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