Cerimonie olimpiche, studenti protagonisti dietro le quinte

Sfilate, coreografie di massa e tirocinio formativo: il contributo dei giovani veronesi ai Giochi

Sono anche gli studenti delle scuole superiori e dell’università a sostenere la complessa macchina organizzativa delle Olimpiadi invernali, contribuendo in modo concreto alla realizzazione delle cerimonie ufficiali. Decine di giovani veronesi sono stati infatti coinvolti nelle attività logistiche e artistiche legate ai Giochi, con un ruolo centrale nelle cerimonie ospitate in Arena, dove affiancheranno lo staff ufficiale degli eventi.

Tra le realtà maggiormente impegnate spicca l’istituto Copernico-Pasoli di San Michele, che prenderà parte alle cerimonie con 36 studenti maggiorenni e sei docenti. La loro partecipazione riguarderà alcuni dei momenti più solenni del calendario olimpico: la cerimonia di chiusura delle Olimpiadi, in programma il 22 febbraio, e la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi, prevista per il 6 marzo, alla presenza del presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Coreografie di massa e spettacoli istituzionali

Il coinvolgimento degli studenti del Copernico-Pasoli nasce da un contatto avvenuto durante l’estate scorsa con la società incaricata dell’organizzazione delle cerimonie in Arena. Come spiega Chiara Bedin, docente di scienze motorie e referente del progetto, la richiesta era chiara: individuare studenti maggiorenni da inserire nelle cosiddette coreografie di massa.

Si tratta di spettacoli artistici complessi, che coinvolgono centinaia di performer e volontari, pensati per raccontare la cultura, la storia e i valori del Paese ospitante. Danza, musica, teatro e tecnologie innovative si fondono in un linguaggio scenico capace di parlare a un pubblico globale. I dettagli delle performance restano riservati, ma l’ambito di intervento è già definito e di grande prestigio.

Le prove sono state pianificate in due fasi: una settimana di lavoro a febbraio in preparazione della cerimonia di chiusura delle Olimpiadi e un’ulteriore sessione nella prima settimana di marzo, dedicata all’apertura delle Paralimpiadi. Un impegno intenso, che richiederà concentrazione, disciplina e spirito di squadra.

Un’esperienza formativa riconosciuta

La partecipazione degli studenti non ha soltanto un valore simbolico. L’attività sarà riconosciuta come tirocinio formativo, rientrando nei percorsi di formazione scuola-lavoro (ex Pcto). Questo aspetto conferisce all’esperienza una dimensione educativa concreta, che va oltre le tradizionali attività scolastiche.

Secondo la docente referente, si tratta di un’occasione di crescita unica, capace di offrire ai ragazzi un contesto operativo di livello internazionale. Lavorare all’interno di un evento di portata mondiale permette infatti di sviluppare competenze trasversali, di confrontarsi con standard organizzativi elevati e di vivere da protagonisti un momento storico che solitamente si osserva soltanto in televisione.

Università e istituzioni artistiche coinvolte

Il contributo degli studenti non si limita alle scuole superiori. Anche l’università di Verona partecipa attivamente all’organizzazione dei Giochi, avendo formato circa 200 volontari, reclutati tra gli iscritti. Inoltre, l’ateneo metterà a disposizione il centro sportivo Gavagnin-Nocini, che ospiterà alcune fasi delle prove delle cerimonie.

Un ruolo significativo è svolto anche dall’Accademia di Belle arti di Verona. Gli studenti dell’istituzione artistica hanno contribuito in modo creativo alla preparazione degli eventi: un gruppo ha realizzato un poster destinato a comparire nel video di presentazione della cerimonia di chiusura, mentre altri allievi si sono occupati della decorazione delle 96 tuniche indossate dai marshall che accompagneranno le delegazioni ufficiali.

Giovani al centro dei Giochi

Nel loro insieme, queste iniziative mostrano come i Giochi olimpici siano anche un laboratorio formativo e culturale, capace di coinvolgere le nuove generazioni in ruoli attivi e qualificanti. Studenti liceali e universitari diventano così parte integrante di un evento globale, contribuendo non solo alla riuscita delle cerimonie, ma anche alla narrazione dell’identità e dei valori del Paese ospitante.

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