Il Carnevale di Verona continua a vivere nelle strade dei quartieri e tra la gente, ma si prepara a un Venardi Gnocolar segnato da assenze eccellenti e da una frattura istituzionale che pesa sulla manifestazione più simbolica della tradizione cittadina. Il Papà del Gnoco, figura emblematica del Carnevale veronese, ha infatti scelto di non partecipare alla storica sfilata del 13 febbraio, preferendo l’“esilio” a Monteforte d’Alpone insieme al Comitato del Bacanal.
Nei giorni precedenti, tuttavia, la risposta dei cittadini è stata chiara. L’ultima sfilata rionale, andata in scena l’8 febbraio nei quartieri di Santa Lucia e Golosine, ha registrato una forte partecipazione di famiglie, bambini e figuranti. Colori, coriandoli e sorrisi hanno riempito le strade, confermando la volontà dei veronesi di vivere il Carnevale come momento di comunità e condivisione. Protagonista anche il Papà del Gnoco, che in quell’occasione non ha negato abbracci e fotografie, soprattutto ai più piccoli, rendendo ancora più evidente il contrasto con la sua assenza annunciata al Venardi Gnocolar.
Malumori e incertezze dietro le quinte
Accanto all’entusiasmo popolare, emergono però tensioni e divisioni. Molti figuranti e comitati stanno vivendo una fase di incertezza, valutando se prendere parte o meno all’evento clou del Carnevale. La partecipazione alla sfilata del 13 febbraio ha assunto, per alcuni, i contorni di una scelta “politica”, interpretata come uno schieramento a favore o contro il Bacanal e, di riflesso, contro l’amministrazione comunale.
La maggioranza dei partecipanti, tuttavia, esprime il desiderio di restare fuori dalla polemica, continuando a portare avanti una tradizione che affonda le radici nella storia e nell’identità cittadina, al di là delle dispute istituzionali.
La decisione del Bacanal e l’assenza del Papà del Gnoco
La presa di posizione del Comitato del Bacanal è stata ufficializzata dal presidente Valerio Corradi. Secondo quanto annunciato, il Papà del Gnoco e circa venti maschere cittadine appartenenti all’associazione Carnevale storico di Verona non sfileranno al Venardi Gnocolar, definito dal Bacanal come “una copia dell’originale”. Una scelta che sancisce una rottura netta con il Comune, almeno per l’edizione 2026.
Alla base della decisione c’è il cambio nella gestione organizzativa della sfilata, affidata quest’anno al comitato benefico Festa de La Renga. Una scelta adottata in attesa di chiarimenti su presunti comportamenti illeciti nella richiesta di fondi pubblici da parte del Bacanal, segnalati dal Ministero della Cultura.
Maschere assenti e presenze confermate
Oltre al Papà del Gnoco, mancheranno all’appello diverse figure storiche, tra cui il Sire del Bacanal, il Duca della Pignatta, il Dio dell’Oro e Cangrande della Scala Signore di Verona, insieme a una quindicina di altre maschere. Alcune citazioni iniziali sono però state ridimensionate: il Duca de la Pearà ha confermato la volontà di partecipare, mentre altre maschere stanno ancora riflettendo.
Intanto, diversi gruppi hanno già preso posizione. I Majorotti di San Massimo e il Re Sole di Borgo Milano hanno lasciato l’associazione del Bacanal, mentre il Sior de la Spianà non rinuncerà alla sfilata. Anche i carri allegorici, frutto di un anno intero di lavoro, hanno confermato la presenza: saranno 24 i carri in coda, accompagnati da circa cinquanta gruppi carnevaleschi provenienti da Verona e provincia.
La posizione del Comune: rammarico e fermezza
Da Palazzo Barbieri arrivano parole di rammarico ma anche di fermezza. L’assessora alla Cultura Marta Ugolini ha definito il tentativo di boicottare il Venardi Gnocolar come contrario alla tradizione e allo spirito del Carnevale, sottolineando come l’evento appartenga alla città e non a singoli soggetti.
Sul piano politico, il segretario provinciale del Pd Franco Bonfante ha richiamato la decisione del Tar, che non ha accolto la richiesta di sospensiva della sfilata avanzata dal Bacanal. Secondo Bonfante, il pronunciamento confermerebbe la legittimità dell’azione del Comune, ribadendo che il Carnevale è un patrimonio collettivo, da gestire nel rispetto delle regole, della trasparenza e della legalità.