Autovelox e nuove regole, Verona non fa sconti agli automobilisti

Solo un dispositivo su quattro è a norma in Italia, ma in città e provincia i più temuti superano il vaglio

Autovelox

La stretta annunciata sugli autovelox irregolari rischia di avere un impatto limitato a Verona e nel suo territorio. A livello nazionale, infatti, solo un autovelox su quattro sarebbe in grado di rispettare i nuovi requisiti tecnici fissati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nella bozza di decreto inviata a Bruxelles. Una percentuale che fa sperare molti automobilisti in una pioggia di annullamenti e ricorsi. Tuttavia, nel Veronese la situazione appare meno favorevole per chi non rispetta i limiti di velocità.

Secondo quanto emerge dalle prime verifiche, gli autovelox più temuti di città e provincia rientrano tra i modelli destinati a superare le nuove procedure di omologazione, riducendo di fatto il rischio di disattivazioni e rendendo più difficile contestare le sanzioni.

I dispositivi in città: fissi e mobili promossi

Nel territorio comunale di Verona, la postazione fissa sulla Tangenziale nord, collocata prima dell’uscita di Santa Lucia, risulta tra quelle pienamente compatibili con i criteri previsti dalla bozza di decreto. Un autovelox particolarmente noto agli automobilisti, che continuerà quindi a operare senza interruzioni se il testo normativo verrà confermato.

Buone notizie anche per l’amministrazione cittadina sul fronte dei controlli mobili: i tre autovelox mobili in dotazione sembrano possedere tutti i requisiti richiesti. Più incerta, invece, la sorte dei telelaser, dispositivi che misurano la velocità tramite puntamento laser anche a distanze superiori ai 600 metri. Proprio questa tecnologia, meno vincolata alla postazione fissa, potrebbe non superare il vaglio delle nuove regole, finendo nel mirino del decreto.

In provincia restano attivi gli autovelox più temuti

Spostando lo sguardo sulla provincia, lo scenario non cambia in modo significativo. L’autovelox di San Giovanni Lupatoto, posizionato all’ingresso della statale 434 in direzione Rovigo, resta uno dei più discussi e temuti dell’intero Veneto. Non solo per l’elevato numero di sanzioni, ma anche per il gettito che supera i 4 milioni di euro l’anno.

Secondo il sindaco Attilio Gastaldello, però, non ci sarebbero motivi di preoccupazione per l’amministrazione: “Il nostro modello è tra quelli elencati nella bozza del decreto e dovrebbe risultare conforme alle nuove procedure di omologazione”. Il primo cittadino sottolinea come il tema sia seguito con grande attenzione, ribadendo che l’installazione del dispositivo è legata a ragioni di sicurezza, visto che quel tratto di tangenziale è stato teatro in passato di numerosi incidenti, anche gravi. La questione sarà comunque affrontata a livello tecnico nella prossima riunione di giunta.

Gardesana sotto osservazione, ma l’autovelox resta

Altro punto caldo è l’autovelox sulla Gardesana a Torri del Benaco, nella frazione di Pai, spesso al centro di polemiche e contestazioni. Anche in questo caso, però, il dispositivo sembra destinato a restare operativo. Il sindaco Stefano Nicotra conferma che il modello installato rientra tra quelli considerati idonei dalla bozza ministeriale.

Il primo cittadino non nasconde una certa irritazione per l’attuale situazione normativa, definendola un caos legislativo che rischia di indebolire l’efficacia dei controlli: “Se c’è un limite di velocità, deve essere rispettato. Non è accettabile che si lasci intendere che tanto poi si può fare ricorso”. Una posizione che evidenzia la tensione tra tutela della sicurezza stradale e incertezza delle regole.

Cosa prevede il nuovo decreto del Mit

L’obiettivo del decreto è chiarire definitivamente, dopo oltre trent’anni, le modalità di omologazione degli autovelox. La bozza introduce criteri molto stringenti sulla taratura iniziale e periodica, oltre a controlli approfonditi sulla conformità di software e hardware. Proprio questi aspetti tecnici rischiano di mettere fuori gioco migliaia di dispositivi installati in tutta Italia, che non rispettano standard così precisi.

Il testo è ora al vaglio dell’Unione Europea, che potrà esprimere osservazioni tecniche entro il 4 maggio. In assenza di rilievi sostanziali, il decreto potrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e diventare pienamente operativo.

A Verona poche illusioni per chi corre

In attesa dell’esito definitivo, una cosa appare chiara: a Verona e in provincia non si profila alcun “liberi tutti” per gli automobilisti. I principali autovelox resteranno attivi e conformi, confermando una linea improntata alla continuità dei controlli e alla sicurezza stradale.

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