Carnevale, nuove tensioni sulla sfilata del Venardì Gnocolar

Incertezza sulla presenza del Papà del Gnoco e dei comitati storici: il rischio è una sfilata senza alcune delle maschere simbolo del Carnevale veronese e la perdita dei contributi comunali

Carnevale

Il Carnevale di Verona si avvicina al suo appuntamento più atteso, ma sulla sfilata del Venardì Gnocolar del 13 febbraio si allungano nuove ombre. Al centro della scena non ci sono solo carri e maschere, ma anche una delicata partita istituzionale che potrebbe portare all’assenza del Papà del Gnoco e dei venti comitati legati al Bacanal, non solo dall’evento clou cittadino, ma anche dalle principali feste rionali.

Il nodo Bacanal e l’assenza di certezze

Il Venardì Gnocolar rappresenta tradizionalmente il cuore pulsante del Carnevale veronese, il momento in cui tutte le maschere della città e della provincia si ritrovano in un’unica, grande celebrazione. Quest’anno, però, la differenza potrebbe farla proprio chi, storicamente, ne è protagonista.

Il Bacanal ha convocato nei giorni scorsi i comitati considerati “fedeli”, ma dall’incontro non sono emerse comunicazioni ufficiali. Il presidente Valerio Corradi ha parlato di una situazione invariata, senza annunci da fare alla cittadinanza. A pesare sullo sfondo resta la mancata sentenza del Consiglio di Stato, attesa per chiudere il contenzioso avviato dopo la revoca, da parte del Ministero della Cultura, di circa 480 mila euro di contributi relativi al biennio 2023-2024.

La scelta difficile dei comitati

Secondo quanto filtra, il Sire del Carnevale e le maschere a lui più vicine starebbero valutando una rinuncia compatta: niente partecipazione al Venardì Gnocolar e niente presenze nemmeno alle sfilate rionali del 13 febbraio. Una decisione che, se confermata, avrebbe conseguenze economiche dirette.

A Palazzo Barbieri, infatti, è pronta una delibera che verrà discussa in giunta e che chiarirà definitivamente un principio finora dato per scontato: i contributi comunali per le attività carnevalesche del 2026 saranno riservati solo ai comitati che partecipano alla sfilata cittadina del Venardì Gnocolar. Le circoscrizioni potranno continuare a finanziare le iniziative locali, ma il sostegno del Comune passerà esclusivamente dalla presenza alla festa unitaria della città.

Investiture e feste rionali tra conferme e interrogativi

In questo clima di incertezza, il calendario degli eventi rionali procede comunque. Domenica è prevista l’investitura del nuovo Mastro Molinar di Ponte Crencano, mentre a Porta Vescovo andrà in scena la festa di Veronetta e del 53° Simeon de l’Isolo. In quest’ultimo appuntamento, la presenza del Papà del Gnoco è data per probabile, accompagnato da majorettes e maschere veronesi, anche se nessuna conferma ufficiale è arrivata.

La proclamazione del nuovo Papà del Gnoco, Karim Grigoli, è avvenuta il 24 gennaio, ma resta il punto interrogativo sulla sua partecipazione ai principali eventi del fine settimana successivo, dal sabato filippinato alla domenica caregota. Proprio quest’ultima è stata presentata in Comune come uno degli appuntamenti più attesi: ritrovo in piazza delle Erbe, sfilata fino a Corte San Mamaso e festa serale tra musica, gnocchi e spettacoli.

Il ruolo delle maschere storiche

Tra i protagonisti annunciati c’è Re Teodorico, maschera simbolo del quartiere Carega, accompagnato da una corte di figuranti. Sulla locandina dell’evento è indicato che il Papà del Gnoco è stato invitato, ma la sua effettiva presenza resta legata alle decisioni che matureranno nei prossimi giorni.

Anche la tradizionale passeggiata del Conte del Liston subirà variazioni: a causa delle Olimpiadi, non si svolgerà in Bra e il Conte trascorrerà la domenica a Domegliara con gruppi amici. Un dettaglio che, considerando la sua appartenenza ai comitati fedeli al Bacanal, viene letto come un possibile segnale delle scelte future degli altri sodalizi.

Un Carnevale a rischio frammentazione

«Il Carnevale di Verona è un mosaico», ha ricordato l’assessora alla Cultura Marta Ugolini, sottolineando come gli eventi rionali trovino il loro culmine proprio nel Venardì Gnocolar. L’auspicio dell’amministrazione è che la festa possa svolgersi senza divisioni e contenziosi, preservando l’immagine unitaria di una tradizione che coinvolge l’intera città.

Nei prossimi giorni, tra delibere comunali e decisioni dei comitati, si capirà se il Carnevale 2026 sarà ricordato come un’edizione di continuità o come uno spartiacque nella storia della manifestazione.

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