Il cancro si può vincere: prevenzione e cure dell’Ulss 9

Screening oncologici, assistenza multidisciplinare e terapie integrate al centro della Giornata mondiale contro il cancro

Oggi 4 febbraio si celebra la Giornata mondiale contro il cancro (World Cancer Day), promossa dalla UICC e sostenuta dall’Organizzazione mondiale della sanità. Un appuntamento internazionale che, anche nel 2026, ribadiva un messaggio chiaro: il cancro si può affrontare e, sempre più spesso, si può vincere, soprattutto grazie alla prevenzione, alla diagnosi precoce e a percorsi di cura personalizzati.

La campagna triennale 2025–2027, dal titolo “Uniti dall’unicità”, poneva al centro la persona e non la malattia. Un principio che riconosce come il cancro tocchi milioni di vite in modi diversi, senza però definire l’identità di chi ne è colpito. Le persone restano molto più di una diagnosi o di una statistica, e proprio su questo concetto si fondava l’approccio dell’Azienda ULSS 9 Scaligera.

Nel territorio veronese, l’ULSS 9 confermava il proprio impegno quotidiano nella prevenzione, diagnosi e cura delle patologie oncologiche, accompagnando i pazienti lungo tutte le fasi del percorso di malattia. L’assistenza oncologica si basava su percorsi strutturati e multidisciplinari, che coinvolgevano medici specialisti, infermieri, psicologi e altri professionisti sanitari, con l’obiettivo di garantire cure appropriate, tempestive e sempre più mirate.

Un elemento centrale del modello assistenziale era la continuità delle cure, pensata per non lasciare mai sola la persona, nemmeno oltre la fase strettamente terapeutica. Accanto ai trattamenti clinici, l’ULSS 9 promuoveva infatti servizi di supporto psicologico, informazione e accompagnamento, nella consapevolezza che la malattia oncologica coinvolge anche la dimensione emotiva, familiare e sociale.

«L’approccio dell’Azienda è orientato a una presa in carico globale», spiegava il dottor Francesco Fiorica, direttore del Dipartimento di Oncologia Clinica, sottolineando l’importanza del dialogo, dell’ascolto e della partecipazione attiva del paziente alle scelte di cura. Innovazione, integrazione tra competenze e attenzione alla qualità di vita rappresentavano i pilastri di un modello che univa competenza clinica e umanità.

Prevenzione e screening: il primo strumento di difesa

Per l’ULSS 9 Scaligera, la prevenzione rappresentava il primo e più efficace alleato nella lotta contro il cancro. Stili di vita sani, come attività fisica regolare, alimentazione equilibrata, astensione dal fumo e consumo moderato di alcol, costituivano la base per mantenersi in salute. A questi si affiancava l’adesione ai programmi di screening oncologico, strumenti fondamentali per ridurre la mortalità e migliorare la qualità di vita.

«Partecipare agli screening significa tutelare se stessi e l’intera comunità», evidenziava la dottoressa Katia Grego, referente aziendale per gli screening oncologici. La diagnosi precoce consentiva trattamenti meno invasivi, più efficaci e con maggiori probabilità di guarigione. Gli screening, gratuiti e basati su solide evidenze scientifiche, erano rivolti alle fasce d’età in cui risultavano più efficaci e si basavano su esami semplici e non invasivi.

I programmi di screening dell’ULSS 9

L’Azienda offriva tre principali percorsi di prevenzione:

Screening del colon retto, proposto ogni due anni a uomini e donne tra i 50 e i 74 anni, tramite la ricerca del sangue occulto nelle feci. Nel 2024 avevano partecipato circa 67 mila persone, con 64 diagnosi di cancro e numerose lesioni precancerose rimosse, contribuendo a una riduzione progressiva della mortalità.

Screening della mammella, rivolto alle donne tra i 50 e i 74 anni, con estensione graduale alle 45-49enni. L’ULSS 9 metteva a disposizione la mammografia in tomosintesi per una maggiore accuratezza. Nel 2024 avevano aderito 46.700 donne, con 223 interventi chirurgici per tumore.

Screening della cervice uterina, personalizzato in base all’età: Pap test, HPV test e percorsi dedicati alle donne vaccinate. Nel 2024 avevano partecipato 25.380 donne, con un numero significativo di lesioni precancerose intercettate prima dell’evoluzione in tumore.

Agopuntura e supporto psicologico: la cura integrata

Accanto alle terapie tradizionali, l’ULSS 9 integrava anche l’agopuntura e il supporto psicologico nei percorsi oncologici. L’agopuntura, pratica della medicina tradizionale cinese, veniva utilizzata come trattamento complementare per alleviare effetti collaterali come nausea, dolore, insonnia, stanchezza e ansia, migliorando il benessere globale della persona.

Presso l’Ospedale di San Bonifacio, l’Unità Operativa Semplice Dipartimentale di Oncologia offriva un percorso integrato che univa agopuntura e sostegno psicologico, con professionisti qualificati. Un approccio corpo–mente che restituiva al paziente uno spazio di ascolto e di cura, contribuendo in modo concreto alla qualità di vita durante e dopo i trattamenti.

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