Si è alzato il sipario sulla 117ª edizione di Fieragricola, uno degli appuntamenti storici e più rappresentativi del panorama fieristico italiano dedicato al mondo agricolo. La manifestazione, ospitata fino a sabato negli spazi di Veronafiere, ha preso ufficialmente il via con una cerimonia inaugurale che ha visto la partecipazione di numerose autorità istituzionali e politiche, a conferma del ruolo centrale dell’agricoltura nel dibattito economico e sociale nazionale.
Al taglio del nastro erano presenti, tra gli altri, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, il sindaco di Verona Damiano Tommasi e il presidente della Provincia Flavio Pasini. Un parterre istituzionale ampio, che ha sottolineato l’importanza strategica di Fieragricola come luogo di confronto tra imprese, territori e decisori pubblici.
A fare gli onori di casa è stato Federico Bricolo, presidente di Veronafiere, che ha ricordato il legame storico tra la fiera e la città. «Veronafiere è nata con Fieragricola», ha affermato, evidenziando come la manifestazione rappresenti ancora oggi uno dei pilastri dell’attività espositiva del quartiere fieristico. I numeri dell’edizione 2026 raccontano una crescita significativa: oltre 800 espositori, buyer provenienti da tutto il mondo, 60mila metri quadrati di superficie espositiva e 11 padiglioni completamente occupati.
Secondo Bricolo, il valore aggiunto della rassegna sta nella sua capacità di rappresentare l’intero sistema agricolo a 360 gradi. «Qui c’è tutto ciò che il mercato può offrire all’agricoltore di oggi e anche di domani», ha sottolineato, richiamando l’attenzione su innovazione tecnologica, meccanizzazione, sostenibilità ambientale e nuove opportunità di mercato. Fieragricola si confermava così non solo come vetrina commerciale, ma come hub di conoscenza e aggiornamento per il comparto primario.
Nel corso dell’inaugurazione, non sono mancati riferimenti al ruolo dell’agricoltura nelle politiche regionali e nazionali. Luca Zaia, presidente della Regione Veneto, ha rimarcato la necessità di mantenere alta l’attenzione su temi chiave come autonomia, imprese e sviluppo del settore primario, indicando l’agricoltura come uno degli assi portanti dell’economia veneta. Un comparto che, pur tra difficoltà legate ai costi, al clima e alla manodopera, continua a rappresentare un elemento identitario e produttivo di primo piano.
Uno dei passaggi più significativi è arrivato dall’intervento del sindaco di Verona Damiano Tommasi, che ha scelto di puntare l’attenzione non solo sulle eccellenze produttive, ma anche sulle condizioni di chi lavora la terra. Nel suo saluto a espositori, buyer e istituzioni, il primo cittadino ha richiamato una questione sociale spesso poco visibile. «In questi giorni come amministrazione abbiamo dovuto trovare alloggio ad alcuni ragazzi senza casa, molti dei quali migranti impiegati in agricoltura», ha dichiarato.
Tommasi ha poi aggiunto una riflessione destinata a far discutere: «Non può essere che al mattino, quando inizia il lavoro, gli stranieri sono sempre pochi e alla sera, quando il lavoro finisce, sono sempre troppi». Un messaggio chiaro, che ha portato al centro della scena il tema della dignità del lavoro agricolo, dell’accoglienza e dell’integrazione, elementi che si intrecciano sempre più con la sostenibilità economica e sociale delle filiere agroalimentari.
In questo contesto, Fieragricola si proponeva anche come spazio di dialogo tra innovazione e responsabilità sociale. Accanto a macchinari, tecnologie avanzate, soluzioni per l’allevamento e l’agricoltura di precisione, la fiera offriva occasioni di confronto su modelli di sviluppo sostenibile, sul futuro delle imprese agricole e sulla necessità di garantire condizioni di lavoro eque lungo tutta la filiera.
Con la sua lunga storia e lo sguardo rivolto al futuro, la 117ª edizione di Fieragricola si confermava così come un punto di riferimento per il settore primario, capace di mettere insieme mercato, istituzioni e comunità locali. Verona tornava per alcuni giorni capitale dell’agricoltura, in un momento in cui il comparto è chiamato a rispondere a sfide complesse, ma anche a cogliere nuove opportunità di crescita e innovazione.