Palazzo Forti, patrimonio e restauro: dieci incontri per raccontare la storia

Con il format “Voci Forti” un viaggio culturale tra arte, architettura e contemporaneità

Dal 7 febbraio all’11 aprile 2026, Palazzo Forti diventa il centro di un articolato percorso di approfondimento dedicato a patrimonio, restauro e storia dell’arte, grazie al ciclo di incontri “Voci Forti”, proposto nell’ambito della mostra Ápeiron | Senza confini, a cura di Patrizia Nuzzo e Isabella Brezigar.

Il programma prevede dieci appuntamenti formativi aperti alla cittadinanza, pensati come momenti di dialogo, visita e riflessione critica. Storici dell’arte, curatori, restauratori e professionisti che negli ultimi decenni hanno contribuito alla vita e alla valorizzazione di Palazzo Forti accompagneranno il pubblico in un’esperienza culturale di alto profilo, profondamente radicata nell’identità della città di Verona.

Voci Forti, un format tra memoria e presente

Il format Voci Forti nasce con l’obiettivo di riconoscere e valorizzare i saperi individuali come parte integrante del patrimonio pubblico. Le competenze e le esperienze dei relatori diventano così un’eredità culturale condivisa, capace di contribuire alla crescita della comunità e di stimolare una riflessione aperta sul nostro tempo.

Gli incontri si sviluppano all’interno delle sale di Palazzo Forti, trasformate in luoghi di risonanza e confronto, dove la memoria storica dialoga con i linguaggi dell’arte contemporanea. Il progetto si inserisce in modo organico nel percorso espositivo Ápeiron | Senza confini, una mostra dal respiro internazionale, concepita come spazio di ricerca, apertura e sostenibilità.

Arte contemporanea e patrimonio: gli incontri sul Patrimonio

La sezione dedicata al patrimonio artistico propone un calendario di incontri che affrontano temi legati al corpo, allo spazio, alla collezione e ai linguaggi dell’arte contemporanea.

Tra gli appuntamenti in programma:

  • Maria Marinelli (14 febbraio 2026) approfondisce il ruolo dei collezionisti e delle fiere nella costruzione delle collezioni museali, da Achille Forti fino all’esperienza di ArtVerona.

  • Milena Cordioli e Lorenza Roverato (28 febbraio 2026) propongono una riflessione a due voci sul corpo come materia sensibile, attraverso l’analisi di opere diverse accomunate dal tema della “carne”.

  • Jennifer Karch Verzè (14 marzo 2026) rinnova l’esperienza della visita guidata con un approccio partecipativo e bilingue, pensato per avvicinare pubblici di ogni età all’arte contemporanea.

  • Camilla Bertoni (21 marzo 2026) esplora le narrazioni installative al femminile, mettendo in luce pratiche sperimentali e il dialogo tra opera e spazio.

  • Angela Tagliaferro (4 aprile 2026) utilizza il concetto filosofico di ápeiron come chiave di lettura dei linguaggi artistici contemporanei, tra opposti, ambivalenze e poesia.

Palazzo Forti tra storia, famiglie e museologia

Gli incontri dedicati al Palazzo raccontano l’evoluzione architettonica e simbolica di Palazzo Forti attraverso i secoli.

  • Ettore Napione (21 febbraio 2026) guida il pubblico in un percorso che attraversa le stratificazioni storiche dell’edificio, dalla Verona medievale fino alla nascita del museo nel Novecento.

  • Paola Marini (7 marzo 2026) mette in dialogo le decorazioni settecentesche del palazzo con la contemporaneità, offrendo uno sguardo museologico maturo e divulgativo.

  • Monica Molteni (11 aprile 2026) approfondisce il rapporto tra apparati decorativi, architettura e storia delle famiglie Emilei e Forti, restituendo una lettura integrata tra simboli e memoria.

Restauro e conservazione: custodire la memoria

La sezione dedicata al restauro affronta il tema della tutela e della conservazione come responsabilità culturale.

  • Vittorio Cecchini (7 febbraio 2026) racconta il ruolo dell’architetto Libero Cecchini nel restauro e nella rifunzionalizzazione di Palazzo Forti come Galleria d’Arte Moderna, tra innovazione e rispetto della memoria storica.

  • Alessandra Cottone (28 marzo 2026) ripercorre il complesso restauro delle decorazioni murali del palazzo, dagli affreschi della sala di Ezzelino ai dipinti della sala dell’Orgia, sottolineando l’importanza della trasmissione del patrimonio alle generazioni future.

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