La rassegna L’Altro Teatro prosegue il suo percorso dedicato alla drammaturgia contemporanea e al teatro civile con un appuntamento di forte impatto culturale. Il 5 febbraio, al Teatro Camploy di Verona, va in scena Morte accidentale di un anarchico, una delle opere più celebri e controverse di Dario Fo, proposta nell’ambito delle celebrazioni dedicate al Premio Nobel per la Letteratura e figura centrale del teatro italiano del Novecento.
Testo cardine della satira politica e della denuncia sociale, lo spettacolo conserva ancora oggi una forza dirompente, dimostrandosi uno strumento lucido e affilato per leggere criticamente il presente. Con questa scelta, L’Altro Teatro conferma la propria vocazione a una scena che unisce qualità artistica, impegno civile e attualità, offrendo al pubblico opere capaci di interrogare la coscienza collettiva attraverso il linguaggio del palcoscenico.
Lodo Guenzi protagonista nel centenario di Dario Fo
Nel centenario della nascita di Dario Fo, il regista Giorgio Gallione affronta per la prima volta uno dei testi più iconici dell’autore. Protagonista di questa nuova edizione è Lodo Guenzi, artista poliedrico che negli ultimi anni ha attraversato musica, televisione e teatro con una sensibilità contemporanea e un linguaggio diretto.
La sua ricerca teatrale si distingue per un approccio che intreccia ironia, impegno e attenzione alla dimensione collettiva del racconto, riuscendo ad avvicinare nuovi pubblici alla scena. In Morte accidentale di un anarchico, Guenzi si confronta con uno dei ruoli più amati del repertorio foiano, offrendo un’interpretazione personale, energica e rispettosa dello spirito originale dell’opera.
Un testo simbolo del teatro politico europeo
Scritta nel 1970, Morte accidentale di un anarchico prende spunto da un fatto di cronaca che resta ancora oggi irrisolto: la morte dell’anarchico Giuseppe Pinelli, precipitato il 15 dicembre 1969 da una finestra della questura di Milano durante un interrogatorio legato alla strage di Piazza Fontana. Un episodio archiviato come “malore attivo”, ma che ha sollevato interrogativi profondi e duraturi.
L’allestimento originale di Dario Fo divenne rapidamente un evento epocale, con centinaia di repliche sold out, in un clima di forte tensione politica, tra tentativi di censura, provocazioni e minacce reali. Il testo, costruito su documenti autentici, verbali processuali e inchieste giornalistiche, utilizza il paradosso comico per denunciare le responsabilità e le radici politiche di quella che Fo definiva una vera e propria “strage di Stato”.
Il Matto e la satira del potere
Al centro della vicenda c’è il Matto, personaggio imprevedibile e geniale che, fingendosi magistrato, smaschera le contraddizioni e le menzogne dei funzionari di polizia coinvolti nel caso. Attraverso una struttura che mescola farsa, grottesco e slapstick, Fo costruisce una satira feroce sulle distorsioni del potere, sulla manipolazione della verità e sull’abuso dell’autorità.
Lodo Guenzi guida questa sarabanda comica e inquietante con una presenza scenica contemporanea, capace di rinnovare la tradizione foiana senza snaturarla, mantenendo intatta la carica politica e civile dell’opera. Il risultato è uno spettacolo che diverte e destabilizza, trascinando lo spettatore in un meccanismo teatrale tanto irresistibile quanto perturbante.
Teatro civile e dialogo con il pubblico
Ancora oggi, Morte accidentale di un anarchico si conferma un caposaldo del teatro politico europeo, capace di usare il riso come strumento di denuncia e di stimolare una riflessione critica sul presente. Tra comicità travolgente e impegno civile, il teatro riafferma la sua funzione di spazio pubblico, luogo di confronto e di responsabilità collettiva.
In occasione della serata, alle ore 19.00, nel foyer del Teatro Camploy, è previsto un incontro con la Compagnia aperto al pubblico: un momento di dialogo informale per approfondire temi, processi creativi e visioni che hanno dato vita allo spettacolo, avvicinando ulteriormente gli spettatori al lavoro artistico.
La rassegna L’Altro Teatro, promossa dal Comune di Verona in collaborazione con Arteven, sotto la direzione artistica di Fabrizio Arcuri e con Come As You Are, immagina il teatro come spazio di possibilità e luogo accogliente, accessibile a tutti, dove conta solo il desiderio di esserci.