Non si placa lo scontro interno al Carnevale veronese, mentre si attende ancora la decisione del Tar sul ricorso presentato dal Comitato Bacanal del Gnoco contro l’affidamento della sfilata del Venerdì Gnocolar al Comitato Festa de La Renga. In questo clima di incertezza, è stata recapitata una diffida formale agli ex Papà del Gnoco, protagonisti in passato della tradizionale maschera cittadina, oggi ufficialmente esclusi dall’organizzazione.
Secondo quanto comunicato tramite raccomandata, i cinque ex Sire del Carnevale avrebbero dieci giorni di tempo per restituire simboli, onorificenze e costumi associati al ruolo, poiché non più riconosciuti come membri né del Comitato né del cosiddetto Senato del Papà del Gnoco. A firmare il documento è l’avvocato Stefano Marchesini, per conto del presidente del Bacanal, Valerio Corradi.
«Non siete più riconosciuti quali Papà del Gnoco», recita il testo della diffida, che sottolinea come, a partire dal 2022, i destinatari siano stati espulsi secondo quanto previsto dallo statuto del Comitato. Il legale ha inoltre evidenziato che qualsiasi utilizzo pubblico di simboli riconducibili al Bacanal costituirebbe violazione, ribadendo che è stata avviata anche una diffida contro eventuali dichiarazioni diffamatorie rivolte al Comitato o al suo presidente.
La risposta dei destinatari non si è fatta attendere. Pur senza rilasciare dichiarazioni ufficiali, gli ex Papà del Gnoco hanno fatto sapere che si ritengono investiti del ruolo da parte della piazza, facendo riferimento alla tradizionale elezione popolare che si svolge ogni anno a San Zeno. Al momento, solo uno dei cinque destinatari avrebbe ritirato la raccomandata, ma nessuno sembrerebbe intenzionato a restituire quanto richiesto.
Nel frattempo, la controversia si sposta sul fronte giudiziario. Al Tribunale amministrativo regionale del Veneto spetta ora pronunciarsi sul ricorso del Bacanal del Gnoco contro la determina comunale che ha affidato l’organizzazione della sfilata del Venerdì Gnocolar al Comitato Festa de La Renga, citando motivazioni di natura giuridico-amministrativa.
L’udienza sulla richiesta di sospensiva si è già tenuta, ma non è ancora arrivato alcun responso. Non vi sono indicazioni precise sui tempi della decisione: potrebbe essere questione di giorni, ma non è esclusa una tempistica più lunga. L’assenza di una sentenza lascia la città in un clima di attesa e tensione, ben lontano dall’atmosfera festosa che solitamente accompagna il Carnevale.
L’intera vicenda ha radici più profonde, legate alla mancata autorizzazione comunale al Bacanal, che da oltre un decennio organizzava la storica sfilata. Una situazione divenuta controversa a causa di questioni legali interne al Comitato stesso, oggi sfociate in un vero e proprio scontro per il controllo della manifestazione più sentita dai veronesi.
Con il Carnevale alle porte, il destino del Venerdì Gnocolar resta appeso a una sentenza. Intanto, la battaglia tra vecchi e nuovi interpreti della tradizione prosegue anche sul piano simbolico, tra diffide, avvocati e identità contese.