Gli Scavi Scaligeri e lo spazio espositivo comunale tornano pienamente fruibili per mostre e visite dopo un articolato intervento di recupero, messa in sicurezza e valorizzazione promosso dal Comune di Verona. I lavori hanno interessato sia l’area archeologica – di proprietà dello Stato – sia gli spazi espositivi comunali, restituendo alla città uno dei suoi principali siti monumentali, rimasto per anni solo parzialmente accessibile.
L’intervento ha puntato sulla massima accessibilità, sull’adeguamento funzionale e impiantistico e sulla tutela dei reperti archeologici, con l’obiettivo di integrare il complesso nel sistema museale urbano e garantire un’esperienza di visita di qualità, nel rispetto delle esigenze di conservazione.
Un progetto articolato in due fasi complementari
Il programma di riqualificazione degli Scavi Scaligeri è stato strutturato in due fasi distinte ma interconnesse, pensate per risolvere criticità strutturali, impiantistiche e di accesso che ne avevano limitato l’utilizzo negli anni.
Nel complesso, l’intervento consente oggi una fruizione più sicura, inclusiva e funzionale degli spazi, rendendoli nuovamente disponibili per attività espositive e percorsi di visita.
Accessibilità, sicurezza e nuovi percorsi di visita
La prima fase, avviata nel novembre 2023 e conclusa nell’autunno 2025, ha riguardato la revisione completa dei percorsi di accesso ed esodo, rendendoli autonomi rispetto al Palazzo del Capitanio. È stato realizzato un nuovo ingresso dal cortile del Palazzo della Ragione e una nuova uscita di sicurezza verso piazza Dante.
Contestualmente sono stati:
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sostituiti gli impianti obsoleti
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installata una nuova illuminazione museale
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garantita l’autonomia energetica
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migliorate le condizioni microclimatiche per la conservazione dei reperti
Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità universale, con l’inserimento di un ascensore e di passerelle che permettono di superare gran parte dei dislivelli senza compromettere la lettura archeologica del sito. Sono stati inoltre risolti problemi storici di umidità e infiltrazioni e riorganizzati gli spazi di accoglienza, biglietteria e didattica.
Il quadro economico della prima fase è costato 2,17 milioni di euro.
Restauro dei reperti e valorizzazione archeologica
La seconda fase, avviata tra settembre e dicembre 2025, è stata dedicata al restauro e alla manutenzione conservativa dei reperti archeologici e al riordino del percorso di visita. Gli interventi hanno seguito il principio del minimo intervento, con operazioni mirate di pulitura, consolidamento, ricomposizione delle murature e manutenzione di mosaici e superfici decorate.
Sono stati previsti anche interventi di ripristino nelle aree danneggiate da precedenti infiltrazioni, comprese quelle provenienti dal cortile del Palazzo del Capitanio e da via Dante. I lavori nelle zone accessibili al pubblico consentiranno la riapertura del sito come sede espositiva entro febbraio 2026, mentre le opere nelle aree non visitabili si concluderanno entro maggio 2026.
Il valore complessivo della seconda fase è di circa 450.000 euro.
Un investimento strategico per il patrimonio culturale
“È una grandissima soddisfazione vedere realizzati questi interventi” ha dichiarato Barbara Bissoli, vicesindaca e assessora all’Edilizia Monumentale. “Dalla nuova articolazione dei percorsi, all’adeguamento impiantistico, fino alla risoluzione delle infiltrazioni e al restauro delle strutture, si tratta di un impegno rilevante di risorse comunali per restituire alla città un sito di rilievo internazionale“.
L’intervento, dal valore complessivo di circa 2,62 milioni di euro, è il risultato di due anni di lavoro complesso, coordinato dalla Soprintendenza e dalla Direzione Edilizia Monumentale del Comune di Verona, su un’area archeologica straordinaria scoperta dall’archeologo inglese Peter Hudson, pioniere dell’archeologia stratigrafica urbana in Italia.