Una violenta rissa tra due gruppi di giovani ha scosso la tranquillità serale nei pressi di Ponte Pietra a Verona, sabato 17 gennaio. L’episodio si è concluso con un ferito, trasportato al Pronto soccorso e con una prognosi di dieci giorni, e ha richiesto l’intervento urgente di ben sei Volanti della Polizia, allertate da un residente della zona.
Secondo quanto riferito nella denuncia presentata da una delle vittime, tutto sarebbe iniziato quando un gruppo di ragazzi, tra cui alcuni di origini straniere, stava attraversando la zona di Ponte Pietra. Improvvisamente, da un vicolo laterale, è comparso un altro gruppo che ha iniziato a insultarli e a minacciarli con frasi violente, come «sparite da qui o finisce male». Gli aggressori, descritti come ragazzi tra i 17 e i 20 anni, si sarebbero identificati verbalmente come «ultrà Hellas».
Uno dei ragazzi aggrediti avrebbe provato a chiedere chiarimenti, ma in risposta avrebbe ricevuto un pugno in pieno volto, dando il via a uno scontro fisico. L’episodio, seppur nato da un tentativo di difesa, si è trasformato giuridicamente in rissa, con alcuni amici della vittima che cercavano di difenderla e altri che intervenivano in sostegno degli aggressori.
Le dichiarazioni raccolte descrivono un’aggressione particolarmente brutale. Una delle vittime ha raccontato di essere stato immobilizzato da due ragazzi, quasi fino a soffocarlo. Nella confusione avrebbe estratto uno spray al peperoncino per difendersi, ma è stato colpito con violenza al volto e al costato. Un colpo schivato avrebbe infranto il vetro di una casa vicina. Dietro quella finestra, un residente ha urlato che avrebbe chiamato la polizia. Poco dopo, la vittima è stata scaraventata a terra e presa a calci e pugni.
L’arrivo delle forze dell’ordine, allertate dal residente, ha provocato la fuga dei partecipanti. Tuttavia, alcuni degli aggressori hanno successivamente raggiunto il gruppo delle vittime in via Cappelletta con l’intenzione di dissuaderli dal denunciare l’accaduto. Una delle persone coinvolte ha raccontato di essere stata minacciata: «se presenti denuncia, finirà male».
Le indagini sono ora nelle mani della Digos, che interviene nei casi legati a fenomeni di violenza collegati al mondo ultrà. Sono già stati acquisiti i filmati delle telecamere di sorveglianza della zona e sono in corso accertamenti per ricostruire nel dettaglio i fatti e verificare l’effettivo legame degli aggressori con l’ambiente del tifo organizzato. Al momento, tra i fermati, figura solo qualcuno che in passato ha frequentato la Curva, ma ciò non è sufficiente per definirlo un ultrà.
L’episodio riaccende l’attenzione sulle dinamiche di violenza giovanile che, purtroppo, sembrano sempre più frequenti anche in luoghi centrali e affollati della città. Resta da chiarire se il movente dell’aggressione abbia origini legate a rivalità calcistiche, a discriminazioni o a semplice spirito di sopraffazione.