A pochi giorni dal tradizionale Venardi Gnocolar, il Carnevale di Verona è ancora avvolto dall’incertezza. L’incontro tenutosi martedì a Palazzo Barbieri tra l’Amministrazione comunale, il Comitato del Bacanal del Gnoco e i rappresentanti della Festa della Renga, non ha prodotto una decisione definitiva. Sullo sfondo, la decisione del TAR, attesa nelle prossime ore, potrebbe ribaltare l’organizzazione della sfilata prevista per il 13 febbraio.
Il confronto è stato convocato dal sindaco Damiano Tommasi, dopo le dichiarazioni pubbliche del presidente del Bacanal, Valerio Corradi, che si era detto disponibile a partecipare all’edizione 2026, purché il Comune si attivasse tempestivamente. Corradi aveva avvertito: «Senza un invito ufficiale entro i primi giorni della settimana, non ci saranno più i tempi tecnici per organizzare la presenza del Papà del Gnoco».
Al centro del contenzioso c’è il ricorso del Bacanal al Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto, con il quale si chiede di sospendere e successivamente annullare la delibera di giunta del 23 dicembre 2025. Con quella determinazione, l’Amministrazione ha assegnato la responsabilità dell’organizzazione della sfilata alla Festa della Renga, a causa delle persistenti incertezze giuridico-amministrative che, secondo il Comune, impediscono di affidare l’evento al Bacanal, come accadeva da circa dieci anni.
Durante l’incontro di martedì, l’Amministrazione ha ribadito che la scelta è stata fatta per salvaguardare il regolare svolgimento della sfilata, la più complessa e partecipata del Carnevale veronese, soprattutto in un anno reso ancora più delicato dalla concomitanza con le Olimpiadi invernali. Tuttavia, il Comitato Bacanal del Gnoco ha scelto di opporsi formalmente a questa decisione, intraprendendo la via giudiziaria.
La sospensiva verrà discussa mercoledì presso la prima sezione del TAR Veneto. Qualora il tribunale accogliesse la richiesta del Bacanal, l’intera organizzazione della sfilata del 13 febbraio potrebbe essere compromessa, con conseguenze potenzialmente gravi per cittadini e operatori coinvolti, che rischierebbero di vedere annullata la manifestazione a pochi giorni dall’evento.
Nonostante la volontà di dialogo manifestata da entrambe le parti, l’incontro si è concluso senza accordi concreti. L’Amministrazione comunale ha confermato di essere pronta a ospitare il Papà del Gnoco e rendere omaggio alle maschere tradizionali del Carnevale, ma il presidente Corradi ha preferito rinviare ogni decisione, annunciando un confronto interno con il Senato del Papà del Gnoco e il direttivo eletto del Comitato.
In attesa di sviluppi, la città resta in bilico tra tradizione e burocrazia. Il rischio è che una disputa legale comprometta uno degli appuntamenti più sentiti della cultura veronese, privando cittadini e turisti di un evento simbolo della storia locale.