In occasione del Giorno della Memoria 2026, Verona ha preparato un ricco programma di iniziative per onorare la memoria delle vittime della Shoah e riflettere sui drammatici eventi del passato. Quest’anno, una delle novità principali è il trasloco del tradizionale Vagone della Memoria, che per anni è stato esposto in piazza Bra, ma che quest’anno sarà visitabile all’Arco dei Gavi, in corso Cavour, a causa delle esigenze logistiche legate alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il Vagone della Memoria è un simbolo forte della deportazione durante la Seconda Guerra Mondiale e sarà uno dei punti focali delle celebrazioni che si terranno dal 22 gennaio al 6 febbraio 2026.
L’iniziativa, organizzata dal Comune di Verona in collaborazione con l’Università di Verona e diverse associazioni, si sviluppa attraverso una serie di cerimonie istituzionali, mostre, visite guidate e eventi culturali. Un appuntamento importante si terrà il 27 gennaio, data ufficiale del Giorno della Memoria, con cerimonie in diversi luoghi significativi della città, come il Monumento “Spino del filo spinato” e il Monumento a Sergio De Simone. Inoltre, sono previste deposizioni di corone al Cimitero Ebraico e al Sacrario Militare di Verona, dove riposano le vittime dei lager.
Un altro momento significativo sarà la posa della Pietra d’Inciampo a Lina Arianna Jenna, in via Emilei, un atto simbolico che celebra coloro che hanno contribuito alla salvezza di molte vite durante l’Olocausto. A partire dal 24 gennaio, si terranno anche percorsi guidati per le scuole secondarie di secondo grado, con interventi di esperti che aiuteranno gli studenti a comprendere meglio il significato di questo giorno e a riflettere sui temi legati alla memoria storica.
Le mostre e le esposizioni saranno numerose, a partire dalla mostra “Il peso delle pietre”, che esplora la memoria della deportazione attraverso le tavole di Marco Paci, e sarà visibile dal 23 gennaio al 21 febbraio alla Galleria della Biblioteca Ragazzi. Un altro evento di grande importanza sarà l’esposizione del Vagone della Memoria all’Arco dei Gavi, che si terrà dal 23 gennaio al 1 febbraio, accompagnata da incontri e testimonianze organizzate dalle associazioni locali come ANED Verona, ANPI e Figli della Shoah.
Oltre agli eventi istituzionali, il programma include anche numerose conferenze e approfondimenti per riflettere sul presente e sul significato della memoria storica. Tra questi, la conferenza “Gaza e il conflitto israelo-palestinese” del 22 gennaio e l’incontro su “Primo Levi, l’ebraismo, Israele” del 26 gennaio, che vedranno il coinvolgimento di esperti e accademici.
Inoltre, il programma prevede una serie di concerti e performance artistiche per coinvolgere la cittadinanza. Ad esempio, il concerto “Quartetto d’archi Op. 46” di Viktor Ullmann, seguito dal docufilm “The Lady in Number 6”, che si terrà il 27 gennaio presso il Teatro Filarmonico. Il 1 febbraio sarà la volta di un concerto per la Giornata della Memoria, incentrato sull’esilio e la voce di Castelnuovo-Tedesco, organizzato presso la Chiesa di San Domenico al Corso.
L’iniziativa non dimentica anche l’importanza di sensibilizzare i più giovani, con iniziative speciali come il Percorso guidato per le scuole secondarie e gli eventi a Pescantina 1945, che raccontano la storia della deportazione e dell’accoglienza delle vittime della Shoah.
Questi eventi si svolgeranno anche in luoghi di grande significato storico e simbolico, come l’Ex Campo di Concentramento Provinciale di Montorio, dove sono previsti percorsi guidati aperti al pubblico dal 24 gennaio. Inoltre, il 26 gennaio si terrà l’inaugurazione della mostra su Egidio Meneghetti, scienziato e partigiano, che sarà visitabile sia alla Biblioteca Meneghetti che alla Biblioteca Frinzi.
Le iniziative per il Giorno della Memoria a Verona si propongono non solo di celebrare la storia, ma anche di stimolare una riflessione profonda sui temi della tolleranza, diritti umani e pace, valori sempre più importanti in un contesto geopolitico globale segnato da conflitti e tensioni internazionali. Come ha affermato Jacopo Buffolo, assessore alla Memoria storica del Comune di Verona: «Viviamo in un mondo multipolare dove le relazioni internazionali sono in crisi e si sta vedendo vacillare quel sistema nato dopo la fine del secondo conflitto», rendendo sempre più urgente la necessità di creare momenti di confronto e dialogo per evitare che i tragici eventi del passato si ripetano.