Accordo UE-Mercosur, Pierini: “Bloccarlo significa rinunciare a crescita e competitività”

Confindustria Verona: rischio frenata per export, occupazione e credibilità internazionale dell’Europa

Giangiacomo Pierini

Fermare l’accordo UE-Mercosur significherebbe limitare l’accesso a quella che viene considerata la più grande area di libero scambio al mondo, con effetti negativi su esportazioni, occupazione e posizionamento strategico dell’Europa. È quanto afferma Giangiacomo Pierini, vicepresidente per l’Internazionalizzazione, attrattività e rapporti con imprese multinazionali di Confindustria Verona, in una dichiarazione diffusa il 23 gennaio 2026.

Secondo Pierini, il Mercosur rappresenta oggi per Verona circa l’1% dell’export, ma il dato locale va letto in una prospettiva più ampia: “Parliamo di un’area che incide per oltre il 3% della popolazione mondiale e del PIL globale a parità di potere d’acquisto” con prospettive di crescita positive tali da mantenerne il peso economico almeno fino al 2030.

Le stime: export UE in crescita e riduzione dei dazi

Le previsioni economiche richiamate da Confindustria indicano che le esportazioni dell’Unione europea verso i Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay – potrebbero aumentare fino al 39%. Un’espansione che, secondo le stime, sarebbe in grado di sostenere oltre 440.000 posti di lavoro.

Per l’Italia, l’accordo comporterebbe una riduzione media dei dazi pari al 10,6%, con effetti positivi sulla competitività delle imprese e sulla capacità di penetrazione nei mercati sudamericani. Un ulteriore vantaggio riguarderebbe il rafforzamento dell’approvvigionamento di materie prime critiche, elemento considerato strategico per l’industria italiana ed europea.

Rischi geopolitici e governance europea

Pierini colloca il dibattito sull’accordo UE-Mercosur in un contesto internazionale caratterizzato da instabilità geopolitica, ripensamento delle catene del valore e crescenti minacce al libero scambio. In questo scenario, bloccare l’intesa viene definito “incomprensibile“, mentre le posizioni contrarie assunte da alcune forze politiche vengono giudicate “quanto meno irresponsabili“.

Rinunciare a nuove opportunità di crescita è una scelta autolesionistica” sottolinea il vicepresidente di Confindustria Verona, evidenziando come una simile decisione possa avere conseguenze non solo economiche ma anche strategiche.

Credibilità dell’UE nei negoziati internazionali

Secondo Pierini, lo stop all’accordo rischia inoltre di indebolire la posizione dell’Europa sui tavoli internazionali, compromettendone la credibilità in futuri negoziati commerciali con altri Paesi e aree economiche. Una dinamica che, a suo avviso, riporta al centro il tema della governance dell’Unione europea e della necessità di una sua revisione, per rendere più efficaci i processi decisionali in materia di politica commerciale.

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