Il Veneto riceverà 525mila euro dal Fondo regionale di Protezione civile, nell’ambito della prima tranche di finanziamenti per l’anno 2025, definita dalla Conferenza unificata Stato-Regioni. L’assegnazione è parte della distribuzione di un totale di 8 milioni di euro destinati alle Regioni italiane, con l’obiettivo di sostenere gli interventi di prevenzione, preparazione e risposta alle emergenze sul territorio.
Il 40% dei fondi è stato ripartito in base a criteri oggettivi, legati alle caratteristiche strutturali e ai profili di rischio di ciascuna regione. Tra gli elementi considerati figurano l’estensione territoriale, la densità della popolazione residente e l’esposizione ai principali rischi naturali, tra cui frane, alluvioni, erosione costiera, valanghe e attività sismica. Per quanto riguarda la classificazione sismica, sono stati considerati in particolare i comuni rientranti nelle categorie 1 e 2, ovvero le più elevate.
A confermare la destinazione delle risorse è stato Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale veneta, sottolineando come si tratti di un primo passo nell’ambito del piano annuale di intervento. Il restante 60% del Fondo sarà distribuito in un secondo momento, ha spiegato l’assessora regionale all’Ambiente e alla Protezione civile, Elisa Venturini, sulla base del riparto definito dal ministro per la Protezione civile e le Politiche del mare, che terrà conto dell’istruttoria condotta dalle strutture regionali relativamente ai danni registrati nelle emergenze locali verificatesi nel corso del 2025.
«Queste risorse sono fondamentali per rafforzare la nostra capacità di intervento», ha dichiarato Venturini, evidenziando come i fondi siano destinati a supportare la gestione delle emergenze, il ripristino dei servizi essenziali e il potenziamento dei sistemi locali di prevenzione. Una priorità per una regione come il Veneto, dove le criticità ambientali e territoriali legate ai cambiamenti climatici e ai fenomeni naturali estremi sono sempre più frequenti.
Lo sguardo è già rivolto al 2026, per il quale la legge di bilancio ha previsto un raddoppio della dotazione finanziaria del Fondo nazionale di Protezione civile, che passerà da 20 a 40 milioni di euro. Un incremento che, secondo Venturini, rappresenta «un riconoscimento del ruolo centrale delle Regioni nella pianificazione, previsione e gestione del rischio», elementi essenziali per garantire la sicurezza delle comunità e la tutela del territorio e dell’ambiente.
Il potenziamento delle strutture locali e la disponibilità di fondi adeguati restano punti chiave per affrontare le emergenze future. In questo contesto, la tempestiva ripartizione delle risorse e la collaborazione tra livelli istituzionali sono considerati strumenti strategici per garantire una risposta efficace e coordinata agli eventi critici.