Karim Grigoli è il nuovo Papà del Gnoco: elezione tra polemiche e satira

Con oltre 2.300 voti, "El Mister" vince la 496ª edizione del Papà del Gnoco battendo Emanuel Toma. Ma il clima resta teso tra accuse, polemiche e voti simbolici

Karim Grigoli

Karim Grigoli, soprannominato “El Mister”, è stato eletto nuovo Papà del Gnoco per l’edizione 2026 del Carnevale veronese. Il candidato ha ottenuto 2.353 voti su 4.479 totali, distanziando di oltre 300 preferenze l’avversario Emanuel Toma, conosciuto con il soprannome “El Becar”.

L’elezione, tenutasi come da tradizione nel quartiere di San Zeno, conferma Grigoli alla guida di una delle maschere più storiche del carnevale italiano, in un’edizione però caratterizzata da forti tensioni interne e controversie che hanno accompagnato l’intero processo elettorale.

Elezioni segnate da fratture e contestazioni

L’atmosfera che ha accompagnato il voto è stata tutt’altro che serena. Strascichi giudiziari legati alla revoca di fondi da parte del ministero della Cultura e dissidi tra il Comitato del Bacanal del Gnoco, presieduto da Valerio Corradi, e il Comune di Verona, insieme ad altri comitati carnevaleschi, hanno generato spaccature profonde nel mondo del carnevale locale.

Le polemiche si sono riflesse anche durante il giorno delle elezioni. Oltre alle urne ufficiali, è stata organizzata una contro-votazione simbolica e goliardica da parte di un gruppo di ex Papà del Gnoco e carnevalanti dissidenti.

Il “candidato fantasma” era Mario Rossi, detto “El Bando”, ironicamente rappresentato con le sembianze di Paperon de’ Paperoni, simbolo di una gestione contestata e accusata di “accumulare bottini”. Un gesto satirico per esprimere dissenso contro la leadership attuale del Bacanal e i recenti sviluppi organizzativi.

Affluenza, schede nulle e malcontento diffuso

I numeri parlano chiaro: su 10.000 schede preparate e timbrate, 5.521 sono state distrutte, un dato che supera perfino il numero dei votanti effettivi, fermi a 4.479.

Questo dato anomalo sottolinea un forte malcontento all’interno della comunità carnevalesca veronese. Molti votanti hanno probabilmente preferito non esprimere una scelta oppure hanno voluto manifestare il proprio dissenso con schede nulle o simboliche.

Nonostante tutto, l’elezione di Grigoli rappresenta comunque una conferma del valore simbolico e popolare del ruolo di Papà del Gnoco, figura storica del carnevale veronese, anche in un momento delicato per la credibilità e la coesione dell’organizzazione.

Tra tradizione e futuro, il Bacanal cerca stabilità

La speranza, ora, è che la nuova edizione del Bacanal del Gnoco 2026, con la guida di Karim Grigoli, possa ricompattare le diverse anime del carnevale veronese. Tuttavia, resta da capire se le ferite interne potranno essere sanate o se il dissenso continuerà a crescere.

Il Carnevale di Verona, tra i più antichi d’Italia, merita una gestione trasparente, partecipata e condivisa, per tornare a essere una festa di tutti, lontana da polemiche e divisioni. Il nuovo Papà del Gnoco avrà un compito complesso ma fondamentale: riunire la comunità e restituire piena dignità a una tradizione amata da secoli.

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