La notte di Capodanno non è stata dedicata ai festeggiamenti per l’équipe dei trapianti epatici di Verona. Il 31 dicembre si è infatti chiuso con un intervento salvavita, concluso con successo poco dopo la mezzanotte, che ha permesso a un paziente in lista d’attesa di ricevere un nuovo fegato. Un’operazione complessa, coordinata dal direttore dell’Unità dipartimentale Trapianti epatici, Amedeo Carraro, che conferma il ruolo centrale del polo veronese nel panorama nazionale dei trapianti.
La giornata è iniziata nelle prime ore del mattino, quando l’équipe medica è partita per raggiungere un’altra città del Veneto, dove era stato segnalato un donatore compatibile. L’organo è stato prelevato e successivamente mantenuto in funzione grazie a speciali macchine per il trasporto, tecnologie fondamentali per preservare la qualità del fegato e garantire le migliori condizioni possibili al momento dell’impianto.
Nel primo pomeriggio, chirurghi, anestesisti e personale sanitario sono entrati in sala operatoria al Polo Confortini di Verona. L’intervento si è protratto per diverse ore, superando il confine simbolico della mezzanotte e accompagnando l’équipe nel passaggio dal 2025 al nuovo anno. Un Capodanno vissuto tra luci chirurgiche, monitor e un lavoro di altissima precisione, concluso con esito positivo.
Il paziente, secondo quanto riferito, ha mostrato segnali incoraggianti già nelle ore successive all’operazione e si trova ora nella fase post-operatoria, cruciale per il recupero e per la verifica della funzionalità del nuovo organo. Un risultato che rappresenta non solo un successo clinico, ma anche umano e organizzativo.
Con questo intervento, il 2025 si è chiuso con un totale di 67 trapianti di fegato, due in più rispetto all’anno precedente. Un dato che conferma un trend di crescita costante per il centro trapianti veronese, già protagonista anche nel settore dei trapianti renali, dove nello stesso anno è stato registrato un record di 110 interventi.
A sottolineare il significato dell’operazione è stato lo stesso Amedeo Carraro, che ha spiegato come, di fronte alla disponibilità di un donatore, non fosse possibile sottrarsi alla missione del centro. L’intervento di Capodanno ha permesso non solo di salvare una vita, ma anche di consolidare un percorso di crescita che dura da anni.
Il direttore ha evidenziato come il successo sia il risultato di un lavoro di rete, che coinvolge numerose figure professionali. Anestesisti, team dedicati al donor procurement, epatologi, radiologi, infermieri, operatori del Suem 118 e l’intero sistema organizzativo dei trapianti hanno contribuito in modo determinante alla riuscita dell’intervento. Una macchina complessa che funziona solo grazie al coordinamento e alla dedizione di ogni singolo reparto.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto anche ai chirurghi del Centro trapianti, con una menzione speciale ad Alex Borin, Claudio Bosio e Carolina Bronzoni, per l’impegno dimostrato in un anno definito particolarmente intenso sul piano operativo. Ma, come ribadito dallo stesso Carraro, il pensiero più sentito va alle famiglie dei donatori, il cui gesto di generosità rende possibile ogni intervento.
Il trapianto di Capodanno diventa così il simbolo di una sanità che non si ferma, neppure nelle notti di festa, e che continua a investire su competenze, organizzazione e tecnologie avanzate. Verona si conferma un punto di riferimento per i trapianti, capace di chiudere l’anno con numeri in crescita e di aprire il nuovo con una vita salvata.