Verona si è confermata anche quest’anno una delle città italiane più apprezzate per il periodo natalizio e di fine anno. I numeri diffusi da Confcommercio Verona delineano uno scenario di sostanziale stabilità rispetto allo scorso anno, ma allo stesso tempo evidenziano interessanti segnali di evoluzione nei comportamenti di residenti e visitatori, tra ritorni alle tradizioni e nuove modalità di consumo.
Il quadro generale restituisce l’immagine di una città capace di attrarre flussi turistici costanti, sostenuta da un’offerta gastronomica e ricettiva che continua a rappresentare un punto di forza durante le festività.
Ristorazione: Natale sold-out e cresce l’asporto di qualità
Per il comparto della ristorazione, il giorno di Natale si è confermato uno degli appuntamenti più redditizi dell’anno. Secondo Paolo Artelio, presidente di Fipe-Confcommercio Verona, le prenotazioni per il pranzo del 25 dicembre hanno raggiunto il tutto esaurito in molti locali, segnando un ritorno deciso al tradizionale “Pranzo di Natale” fuori casa.
Diversa, invece, la fotografia della cena natalizia, che rimane più raccolta e orientata alla dimensione familiare, con una minore affluenza nei ristoranti. Per San Silvestro la situazione appare più frammentata: alcuni locali hanno già chiuso le prenotazioni, mentre altri contano sulle scelte dell’ultimo momento.
Un dato che emerge con chiarezza riguarda la crescita del ristorante a domicilio. Sempre più veronesi scelgono di affidarsi all’asporto e alle gastronomie di alto livello, portando a casa piatti elaborati, menu completi e vini selezionati, senza rinunciare alla qualità dell’esperienza gastronomica.
Hotel: l’attesa impennata per l’ultimo dell’anno
Nel settore alberghiero, i numeri mostrano una progressione netta verso il tutto esaurito per Capodanno. Maurizio Russo, presidente di Federalberghi Verona, ha spiegato che durante il Natale l’occupazione si è attestata intorno al 50%, un dato in linea con le previsioni.
Il vero picco è però atteso per San Silvestro: oltre il 75% delle camere risulta già prenotato, con ulteriori margini di crescita nei giorni immediatamente precedenti. Più incerta, invece, la situazione legata all’Epifania, fortemente condizionata dal meteo e dall’eventuale presenza di neve nelle località montane.
Come ormai avviene da diversi anni, le prenotazioni last-minute giocheranno un ruolo determinante, confermando una tendenza sempre più radicata tra i viaggiatori.
I flussi turistici: quasi 300 mila presenze per l’Immacolata
Un contributo fondamentale alla lettura dei flussi arriva dal sistema “Analytics” di Confcommercio, che analizza in forma anonima i dati della telefonia mobile, offrendo una panoramica dettagliata delle presenze nel centro storico.
Il ponte dell’8 dicembre ha rappresentato il momento di massimo afflusso, con 279 mila persone transitate nell’ansa dell’Adige, tra cui 34 mila turisti stranieri. Numeri rilevanti si erano già registrati a fine novembre, quando l’apertura dei mercatini natalizi aveva attirato quasi 200 mila visitatori nei weekend.
Nei fine settimana che hanno preceduto il Natale, la città ha mantenuto una media costante compresa tra 178 mila e 196 mila presenze, segnale di una domanda stabile e continuativa, non legata esclusivamente ai giorni festivi.
Una città che regge il confronto
Nel complesso, i dati raccontano una Verona capace di consolidare il proprio appeal, grazie a un mix di eventi, tradizione, offerta enogastronomica e accoglienza. La stabilità dei numeri, unita alla crescita di fenomeni come l’asporto di qualità e le prenotazioni last-minute, fotografa una città che continua ad adattarsi ai cambiamenti senza perdere attrattività.