Il Venerdì Gnocolar 2026 sarà gestito dal Comitato Festa de la Renga: incerta la presenza del Papà del Gnoco

Scelta straordinaria del Comune per garantire la sfilata storica: esclusa l’Associazione Carnevale Storico. Resta aperta la questione della maschera simbolo del Carnevale veronese

Per il 496° Venerdì Gnocolar, in programma nel 2026, l’organizzazione ufficiale sarà affidata al Comitato benefico Festa de la Renga. La decisione, anticipata dall’assessora alla Cultura Marta Ugolini e dal sindaco Damiano Tommasi, verrà ratificata formalmente dalla Giunta comunale nella seduta di martedì 22 dicembre.

Si tratta di una misura eccezionale, valida solo per il prossimo anno, legata a una situazione di incertezza organizzativa che ha coinvolto il Bacanal del Gnoco e l’Associazione Carnevale Storico di Verona, da tempo alle prese con questioni interne ancora irrisolte.


Una scelta legata a criteri di esperienza e autonomia

Il Comitato de la Renga è stato selezionato in virtù della sua comprovata esperienza pluridecennale, oltre che per la piena autonomia gestionale e la capacità di organizzare eventi complessi, come ha spiegato l’assessora Ugolini. La Festa de la Renga, infatti, è la seconda manifestazione carnevalesca più importante di Verona, dopo la sfilata del Venerdì Gnocolar, ed è riconosciuta anche dai tavoli di pubblica sicurezza della Prefettura.

A essere scartata, invece, è stata la candidatura dell’Associazione Carnevale Storico di Verona, legata fino a poco tempo fa allo stesso Bacanal del Gnoco e presieduta fino a novembre da Valerio Corradi. «L’associazione – hanno spiegato Ugolini e Tommasi – non garantisce tutti i requisiti necessari, come l’autonomia e l’esperienza logistica necessaria per un evento di tale portata».


Una sfilata dal nuovo percorso, in chiave “olimpica”

Il 2026 porterà anche una novità logistica nel tradizionale corteo: per la prima volta il Venerdì Gnocolar passerà sul ponte della Vittoria, sfilando da piazza Vittorio Veneto a San Zeno, lungo Corso Cavour e Regaste San Zeno. Un percorso inedito, pensato per accogliere non solo i veronesi, ma anche turisti e tifosi, in un anno che si preannuncia ricco di eventi a livello cittadino.

«Non è mai stato messo in discussione il Carnevale», ha sottolineato il sindaco Tommasi, evidenziando come l’amministrazione abbia cercato fin dall’inizio una soluzione condivisa, convocando due riunioni plenarie aperte a tutti i comitati.


Papà del Gnoco: ci sarà o no?

Il nodo ancora irrisolto riguarda però la presenza del Papà del Gnoco, storica maschera simbolo del Carnevale veronese, da secoli alla guida del corteo. La figura, tradizionalmente legata al Bacanal, non è stata esclusa ufficialmente, ma resta in sospeso: «Tutti i gruppi, le maschere e i comitati sono invitati a partecipare», ha dichiarato l’assessora Ugolini. «Chi deciderà di restare fuori lo farà per scelta propria. L’amministrazione non vuole farsi condizionare da logiche individuali: il Carnevale è patrimonio di tutta la città».

Parole che lasciano aperta la possibilità di un’assenza simbolica che rischia di segnare profondamente l’edizione 2026, nonostante gli sforzi per preservarne spirito e tradizione.


Una festa che guarda al futuro

La decisione di affidare l’evento al Comitato de la Renga rappresenta un passaggio delicato, ma necessario, secondo il Comune, per garantire la continuità di una tradizione secolare. La speranza è che, superate le tensioni interne e con l’avvio del nuovo anno, si possa tornare a unire tutte le anime del Carnevale veronese, rafforzando lo spirito comunitario di una festa che appartiene alla memoria e all’identità cittadina.

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