Da stazione abbandonata a cuore culturale: la Biblioteca di Affi compie 20 anni

Un anniversario che celebra la rigenerazione urbana, il volontariato e una comunità che ha scelto la cultura come motore di crescita

Biblioteca di Affi

Era un’area degradata, una ferita aperta nel tessuto urbano. Oggi è uno dei luoghi più amati e frequentati della provincia di Verona. La Biblioteca comunale di Affi ha celebrato sabato mattina il suo ventesimo anniversario, ricordando un percorso di rigenerazione urbana e sociale che ha saputo trasformare un’ex stazione ferroviaria dismessa della linea Verona-Caprino e una discarica a cielo aperto in un autentico presidio di cultura e comunità.

L’intera cittadinanza si è ritrovata negli spazi della Biblioteca per festeggiare il traguardo. Presenti il sindaco di Affi Marco Sega, l’amministrazione comunale, la vicepresidente della Regione Elisa De Berti, il consigliere regionale Alberto Bozza, il consigliere provinciale Orfeo Pozzani, numerosi amministratori dei Comuni limitrofi e, soprattutto, Carla De Beni, sindaca all’epoca della trasformazione e figura chiave di questa storia.

Una visione che ha cambiato il volto del paese

Vent’anni fa fu proprio l’intuizione e la determinazione di Carla De Beni a dare avvio al progetto di recupero dell’area. Un intervento allora coraggioso, che oggi si rivela lungimirante. “Qui c’era un’area degradata, una vera ferita per il paese – ha ricordato De Beni – Abbiamo creduto nella possibilità di restituire questo spazio alla comunità e trasformare un problema in un’opportunità. Vedere oggi questa biblioteca così viva è una delle più grandi soddisfazioni”.

Un murale che racconta una storia collettiva

A rendere ancora più speciale la celebrazione è stato lo svelamento del murale realizzato dal collettivo Macadame nel vano scale della Biblioteca, reso possibile grazie al contributo di Magis (ex Agsm Aim), rappresentata dal presidente Federico Testa.

L’opera accompagna i visitatori lungo i due piani dell’edificio, raccontando visivamente la trasformazione del luogo e il suo significato per la comunità.

Accanto alle immagini, una frase simbolo: “Da stazione a biblioteca: se ogni libro è un viaggio… perché non iniziarlo da qui?”-

Parole pronunciate vent’anni fa da Marta Desti Baratta, donna di cultura e vigilessa, tra le prime a impegnarsi concretamente per la nascita della Biblioteca, oggi a lei dedicata. Presente in prima fila la madre Ines Panza, visibilmente commossa e omaggiata con un mazzo di fiori dall’amministrazione comunale.

Un modello fondato sul volontariato

La Biblioteca di Affi rappresenta un caso quasi unico nel panorama provinciale: è interamente gestita da volontari. Un gruppo di circa quaranta persone dedica tempo ed energie, in modo gratuito, all’apertura, alla gestione dei servizi, all’organizzazione di eventi, letture per bambini, rassegne letterarie e attività culturali.

“Questa biblioteca non è solo un edificio – ha sottolineato il sindaco Marco Sega – ma il simbolo di una comunità che ha creduto nella cultura, nella partecipazione e nel volontariato. Oggi è una delle biblioteche più attive della provincia ed è un orgoglio per tutto il paese”.

Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla presidente del Comitato della Biblioteca Silvia Recalcati, a tutti i volontari che si sono succeduti negli anni e a chi quotidianamente contribuisce a rendere la biblioteca un luogo vivo: chi organizza, chi legge, chi studia, chi semplicemente la frequenta.

Cultura come bene condiviso

Durante la mattinata non sono mancati i ringraziamenti alle istituzioni – Provincia e Regione – e a Magis per il sostegno costante alle attività culturali. Ma il tributo più sentito è stato quello alla comunità di Affi, che ha saputo fare della Biblioteca il proprio centro civico naturale.

Vent’anni dopo, la Biblioteca di Affi continua a essere un viaggio condiviso, dove i libri sono solo il punto di partenza e la vera destinazione resta la crescita collettiva di una comunità che ha scelto la cultura come motore del proprio futuro.

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