A pochi mesi dall’inizio dei Giochi Olimpici di Milano-Cortina 2026, le opere in corso a Verona per rendere la città più accessibile alle persone con disabilità sono al centro di un acceso dibattito politico. A sollevare le critiche è la consigliera comunale Jessica Cugini, del gruppo In Comune per Verona, che ha presentato un’interrogazione al sindaco e alla giunta comunale per mettere in luce alcune problematiche legate ai lavori in corso.
Cugini denuncia che gli interventi per l’accessibilità annunciati potrebbero rivelarsi parziali e non sufficienti a garantire un’effettiva inclusività. La consigliera solleva dubbi in particolare sul mancato coinvolgimento della Consulta comunale della disabilità, composta da 35 associazioni, nella fase di progettazione degli interventi. Secondo Cugini, questo ha portato alla realizzazione di opere che, purtroppo, non rispondono pienamente ai bisogni delle persone con disabilità.
Un esempio delle criticità sollevate riguarda il tratto di corso Porta Nuova, dove è stata costruita una piattaforma per persone con disabilità collocata in una posizione poco sicura: oltre una pista ciclabile e troppo vicino ai parcheggi, anziché lungo un ampio marciapiede alberato che avrebbe potuto essere facilmente adattato per l’accesso alle persone con difficoltà motorie. Cugini ritiene che questa scelta contraddica i principi di inclusività e non discriminazione che dovrebbero essere alla base di ogni progetto di rinnovamento urbano.
Inoltre, la consigliera solleva dubbi anche sullo stato di avanzamento dei lavori per rendere l’Arena accessibile alle persone con disabilità. Nonostante gli interventi annunciati in vista delle Olimpiadi, Cugini teme che solo una parte delle opere necessarie sarà pronta in tempo per le cerimonie di chiusura dei Giochi e di apertura delle Paralimpiadi. In particolare, evidenzia che l’ascensore per l’accesso all’Arena non sarà pronto, e che molte altre opere fondamentali non saranno completate in tempo.
La risposta dell’amministrazione non tarda ad arrivare. L’assessore ai Lavori Pubblici, Tommaso Ferrari, replica alle critiche rassicurando che gli interventi attualmente in corso sono solo una prima fase di un piano più ampio. Ferrari sottolinea che subito dopo il periodo olimpico, partiranno altri lavori per migliorare l’accessibilità delle principali arterie della città, come il collegamento tra la stazione ferroviaria, piazza Bra e il parcheggio Centro.
L’assessore precisa che le scelte progettuali sono state fatte raccogliendo i pareri di competenza e che, per garantire un maggiore coinvolgimento della comunità, è previsto un incontro con la Consulta della disabilità per la settimana successiva.
Oltre alle questioni relative all’accessibilità, un altro tema che ha suscitato discussioni riguarda il mancato coinvolgimento di Kristian Ghedina, ex discesista e simbolo della città di Cortina, nella promozione delle Olimpiadi. Ghedina ha espresso il suo disappunto per non essere stato scelto come testimonial, facendo emergere una polemica che ha coinvolto anche la politica. L’europarlamentare Elena Donazzan, di Fratelli d’Italia, ha infatti scritto al ministro dello sport Andrea Abodi, chiedendo spiegazioni per quella che considera una “grave mancanza”, un’opportunità sprecata per promuovere il territorio attraverso un atleta che ha dato lustro allo sport italiano.
Queste polemiche fanno parte di un contesto più ampio in cui le grandi opere legate agli eventi internazionali come le Olimpiadi non solo portano con sé ambizioni e investimenti, ma anche una serie di sfide politiche e sociali, soprattutto quando si tratta di garantire che nessuno resti indietro.
In definitiva, il dibattito sull’accessibilità e sulla promozione delle Olimpiadi 2026 a Verona è destinato a proseguire, con il rischio che, se non affrontate in modo adeguato, le criticità potrebbero compromettere l’immagine della città e la piena riuscita degli interventi previsti.