Verona si prepara a inaugurare un progetto unico nel panorama nazionale: l’apertura del primo negozio neuro-inclusivo d’Italia, un’iniziativa che va oltre il concetto tradizionale di attività commerciale e introduce un nuovo modello di accoglienza pensato per le persone neurodivergenti. L’avvio del punto vendita in via Interrato dell’Acqua Morta rappresenta un segnale concreto di innovazione sociale, capace di coniugare inclusione, sostenibilità e attenzione al benessere delle persone.
Un “vivaio umano” che valorizza la neurodivergenza
Il progetto nasce dall’incontro tra due visioni imprenditoriali: quella di Dario Allegra, fondatore di Sicilia Frutta, e di Tommaso Davi, imprenditore neurodivergente e fondatore di Neuro-Sive. I due hanno dato forma a un’idea condivisa: creare uno spazio definito come “vivaio umano”, in cui la neurodivergenza non sia considerata un limite, ma una risorsa da accogliere e valorizzare.
L’obiettivo dichiarato è semplice e ambizioso allo stesso tempo: rendere accessibili anche i gesti quotidiani, come fare la spesa, a persone che spesso faticano a muoversi in ambienti commerciali sovrastimolanti. Il negozio è stato quindi progettato per diventare un luogo protetto, capace di rispettare le diverse modalità di funzionamento neurologico.
Un’esperienza di acquisto a stimolazione ridotta
Il cuore dell’innovazione risiede nell’esperienza di acquisto. Il punto vendita adotta soluzioni concrete per ridurre il carico sensoriale, trasformando l’inclusione da principio astratto a pratica quotidiana.
Tra le principali caratteristiche del negozio spiccano luci soffuse, studiate per evitare abbagliamenti e stress visivo, e la disponibilità di occhiali dedicati e giochi sensoriali, pensati per favorire concentrazione e calma. Elemento simbolico e funzionale è anche una parete destressante, realizzata dall’associazione Detour utilizzando parti di skateboard recuperate, che consente semplici esercizi di autoregolazione emotiva.
Secondo gli esperti, la neurodiversità rappresenta la naturale varietà dei modi in cui il cervello umano percepisce, apprende e interpreta il mondo. La neurodivergenza è quindi una condizione comune dell’essere umano, non un’eccezione. Il negozio veronese nasce proprio con l’intento di ripensare gli spazi commerciali a partire da questa consapevolezza, rendendo l’inclusione un criterio strutturale di progettazione.
Un progetto con una forte valenza sociale
Accanto all’innovazione ambientale, il negozio avrà un’importante funzione sociale e formativa. All’interno del punto vendita si alterneranno ragazzi selezionati dal Gruppo Asperger Veneto OdV (GAV), coinvolti in percorsi di tirocinio realizzati in collaborazione con il Centro Polifunzionale Don Calabria. Un’esperienza che punta a favorire l’inserimento lavorativo e l’autonomia, offrendo un contesto accogliente e strutturato.
L’approccio adottato si ispira anche ai principi del commercio solidale. È infatti prevista la vendita di cassette di frutta e verdura a costi calmierati, destinate alle famiglie in difficoltà economica. Un modello che integra sostenibilità sociale e attenzione alle fragilità, ampliando l’impatto positivo del progetto sul territorio.
Rete, sinergie e patrocinio istituzionale
L’apertura del primo negozio neuro-inclusivo d’Italia è stata resa possibile grazie a una rete di collaborazioni. Fondamentale il supporto della Fondazione Ets Famiglie per la Famiglia, così come il patrocinio del Gruppo Asperger Veneto, che ha contribuito a dare solidità e riconoscimento all’iniziativa.
Il progetto veronese si propone come un laboratorio di buone pratiche, replicabile anche in altri contesti urbani e commerciali. Un esempio concreto di come inclusione, impresa e innovazione possano convivere, generando valore non solo economico, ma anche umano e sociale.
Un modello che guarda al futuro
Con questa apertura, Verona si candida a diventare un punto di riferimento nazionale per l’innovazione inclusiva, dimostrando che ripensare gli spazi della quotidianità è possibile. Il negozio neuro-inclusivo non è solo un luogo di vendita, ma un messaggio culturale: progettare ambienti che tengano conto delle differenze significa migliorare la qualità della vita di tutti.