Verona, tecnologia e cultura insieme per valorizzare i Musei civici

Presentati due strumenti digitali per rendere l’esperienza museale più interattiva e promuovere il dialogo tra arte, cibo e sostenibilità

Musei di Verona app

Due nuovi strumenti digitali arricchiscono il patrimonio culturale di Verona, puntando su innovazione, accessibilità e citizen engagement. Si tratta della webapp dedicata al Museo di Castelvecchio e del video-documentario “Rosso come il vino, bianco come il pane”, entrambi sviluppati grazie alla collaborazione tra il Comune di Verona – Direzione Musei Civici e il Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, all’interno del progetto PNRR iNEST – Interconnected Nord-Est Innovation Ecosystem.

La presentazione delle due iniziative è avvenuta alla presenza di figure di spicco del panorama museale e accademico veronese: Antonella Arzone, già componente dei Musei Civici, Leonardo Latella, curatore del Museo di Storia Naturale, Valentina Moro, direttrice del Dipartimento di Scienze Umane, e Luigi Tronca dell’Università di Verona.

Webapp di Castelvecchio: QR code, realtà aumentata e contenuti multilingue

Il primo dei progetti presentati è la webapp per il Museo di Castelvecchio, pensata per offrire una visita interattiva e immersiva, con contenuti disponibili in italiano e inglese. Attraverso l’uso di QR code e realtà aumentata, i visitatori possono esplorare in modo nuovo l’allestimento di Carlo Scarpa e le opere esposte, seguendo percorsi tematici e multistrato.

L’iniziativa rispecchia i principi dell’UNESCO sull’interpretazione del patrimonio, puntando a coinvolgere pubblici diversi, dalle famiglie ai turisti stranieri, grazie a un approccio giocoso e accessibile.

“Rosso come il vino, bianco come il pane”: arte e alimentazione in dialogo

Il secondo strumento è il video-documentario “Rosso come il vino, bianco come il pane. Suggestioni dalle collezioni civiche veronesi”, disponibile gratuitamente sul canale YouTube dei Musei Civici.

Attraverso un percorso visivo e narrativo, il documentario mette in relazione arte, cibo e vino, esplorando le collezioni civiche veronesi con uno sguardo contemporaneo. L’obiettivo è stimolare la riflessione sui temi della sostenibilità alimentare, della produzione locale e dell’identità territoriale, con un linguaggio accessibile e coinvolgente.

Un progetto multidisciplinare tra arte, scienza e sostenibilità

Come ha sottolineato Marta Ugolini, assessora alla Cultura del Comune di Verona, si tratta di “un progetto multidisciplinare che ha saputo coniugare agroalimentare, arti figurative, ricerca scientifica e nuove tecnologie”.

Questa iniziativa rappresenta un modello virtuoso di collaborazione tra istituzioni pubbliche, mondo accademico e musei, con l’obiettivo di rendere la cultura più vicina e accessibile alla cittadinanza. I legami creati tra ricercatori universitari e personale dei musei sono destinati a generare ulteriori progetti futuri.

Citizen engagement e cibo del futuro: incontri e laboratori

Oltre ai due strumenti digitali, il percorso di collaborazione ha incluso una serie di eventi sul tema dell’alimentazione sostenibile, ospitati presso il Museo di Storia Naturale.

Due convegni aperti al pubblico e cinque laboratori rivolti a docenti e operatori didattici hanno affrontato argomenti legati ai cibi del futuro, al cambiamento climatico e all’innovazione nel settore agroalimentare. Il tutto all’interno dello Spoke 7 – Smart agri-food del progetto iNEST, coordinato dall’Università di Verona.

Cultura digitale per un futuro più inclusivo

Questi progetti rappresentano un esempio concreto di come le tecnologie digitali possano arricchire l’esperienza culturale e potenziare il ruolo dei musei come spazi di partecipazione attiva.

Attraverso strumenti innovativi e contenuti accessibili, Verona si posiziona come laboratorio di sperimentazione culturale, con l’obiettivo di rendere il patrimonio storico-artistico sempre più vicino alle esigenze e agli interessi del pubblico contemporaneo.

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