Turismo a Verona e sul Garda: novembre in lieve calo, ma l’Immacolata rilancia le prenotazioni

Occupazione alberghiera stabile nella provincia scaligera e in ripresa in città per il ponte dell’8 dicembre. Sul Lago di Garda pesa la bassa stagione, ma si attende un buon dicembre

Il mese di novembre chiude con un lieve rallentamento per il turismo nel territorio di Verona e sul Lago di Garda veneto, secondo quanto riportato dai dati della piattaforma HBenchmark e analizzati dall’Osservatorio Turistico Verona Garda. Le cause sono legate in gran parte alla bassa stagionalità e alla mancanza di ponti festivi, ma le presenze per il ponte dell’Immacolata sono state incoraggianti, con percentuali in crescita soprattutto per Verona città.

Verona città: leggera flessione a novembre, ma l’Immacolata spinge l’occupazione

Nel dettaglio, l’OGD Verona registra nel mese di novembre un tasso di occupazione alberghiera pari al 64,9%, con un lieve calo di -0,6 punti percentuali rispetto al 2024. A incidere è stata soprattutto la giornata di Ognissanti, che non ha costituito un ponte festivo come l’anno precedente. La permanenza media scende da 2,6 a 2,5 giorni, segnalando una minore durata del soggiorno da parte dei visitatori.

Nel Comune di Verona l’occupazione storica giornaliera si ferma al 67,2% (-1,8pp), mentre la provincia segna un dato in lieve crescita (61,7%, +0,8pp). Le prenotazioni sono arrivate principalmente dalle Online Travel Agencies (44%) e dal canale Diretto Offline (34%, in calo di 3 punti). La clientela italiana è in lieve aumento, mentre risultano in calo le presenze da Stati Uniti e Regno Unito.

Ponte dell’Immacolata: boom di presenze per eventi e festività

Dal 5 al 7 dicembre le presenze hanno poi virato al positivo: Verona città raggiunge un’occupazione alberghiera acquisita del 79%, con una crescita di +12 punti nelle ultime due settimane. La provincia è al 65%, con +20 punti rispetto allo stesso periodo osservato. Complessivamente, l’OGD Verona si attesta al 73% di occupazione prevista, +21 punti rispetto al 2024.

A contribuire al buon andamento è la competizione di fitness internazionale Hirox, che ha favorito prenotazioni anticipate nelle strutture ricettive del capoluogo, come evidenziato dal presidente di Federalberghi Verona, Maurizio Russo.

Lago di Garda veneto: calo atteso, ma crescono i soggiorni medi e il turismo straniero

Diverso lo scenario sul versante veneto del Lago di Garda, dove solo 37 strutture alberghiere sono rimaste aperte a novembre. Il mese ha segnato un calo di circa -3 punti percentuali rispetto al 2024, con un impatto più evidente nel periodo di Ognissanti e nelle settimane centrali e finali del mese.

In controtendenza, però, la durata media del soggiorno è aumentata da 2,5 a 2,7 giorni, segnale di una maggiore propensione al relax e alla permanenza da parte dei turisti, in particolare stranieri. Le prenotazioni sono ancora dominate dal canale Diretto Offline, pur in leggero calo, mentre crescono le OTA e i Tour Operator. Diminuisce il peso del sito web diretto delle strutture.

Tra le principali nazionalità, l’Italia cala dal 75% al 69,9%, mentre aumentano le presenze da Germania, Svizzera, Austria, Romania e Polonia, a conferma di un progressivo rafforzamento del mercato internazionale, anche nei mesi invernali.

Secondo il presidente di Federalberghi Garda Veneto, Ivan De Beni, “dopo il 9 novembre quasi il 90% delle strutture ha chiuso per la pausa stagionale. Il calo di occupazione è fisiologico e non preoccupante. Il turismo invernale sul Garda si concentra nei fine settimana, e su quelli dobbiamo puntare”.

Immacolata sul Garda: segnali positivi, spopolano i mercatini

Per il ponte dell’Immacolata, le 18 strutture aperte nel Basso Lago hanno registrato al momento il 38% di occupazione, ma le prenotazioni invernali, come noto, tendono ad arrivare all’ultimo momento. Le iniziative natalizie già attivate dai Comuni – come mercatini, eventi e luminarie – hanno infatti poi incentivato ulteriori flussi.

L’obiettivo, secondo Federalberghi Garda Veneto, era raggiungere un tasso di occupazione tra il 70% e il 75%, un risultato considerato molto positivo per la stagione invernale in una zona tradizionalmente orientata al turismo estivo.

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