Comportamenti pericolosi e poca consapevolezza delle regole: è il quadro che emerge da una recente indagine condotta su un campione di adulti residenti a Verona e provincia, che ha fatto luce su alcune cattive abitudini alla guida, sollevando preoccupazioni sul fronte della sicurezza stradale.
Il 42% degli intervistati ha dichiarato di aver guidato dopo aver consumato alcolici, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale. Anche il 15% ammette di essersi messo alla guida sotto effetto di sostanze stupefacenti, confermando un trend preoccupante.
L’uso del cellulare mentre si è al volante è ampiamente diffuso: il 45% degli automobilisti confessa di utilizzare lo smartphone durante la guida, il 13% per inviare messaggi e il 27% per telefonare. Ancora più grave è che il 23% lo fa anche su strade extraurbane e il 14% in autostrada, aumentando il rischio di incidenti gravi.
A queste condotte si aggiunge una diffusa disinformazione sul Codice della Strada. Il 75% dei veronesi ritiene necessario ripassare le norme di base, mentre il 42% non conosce con precisione le limitazioni previste per i neopatentati. Anche in situazioni d’emergenza, come un incidente, il 31% degli intervistati dichiara di non sapere come comportarsi correttamente.
Molto bassa anche la conoscenza delle sanzioni previste per chi guida sotto l’effetto di alcol o droghe:
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il 52% ignora che la patente può essere sospesa anche in assenza di sintomi evidenti,
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il 64% non è a conoscenza dell’obbligo di installare un sistema Alcolock,
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il 64% non sa che è previsto l’arresto fino a un anno e una multa fino a 6.000 euro per tassi alcolemici superiori a 1,5 g/l,
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il 71% non conosce la possibilità della confisca del veicolo in caso di violazioni gravi,
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il 54% non sa che la patente può essere ritirata immediatamente alla prima positività al test antidroga.
Tra i più giovani, le cose non migliorano: il 43% di chi era neopatentato ha bevuto prima di guidare almeno una volta, e solo il 59% afferma di non aver mai fatto uso di sostanze prima di mettersi al volante.
Anche la distrazione legata alla presenza di bambini in auto è un fattore critico: il 19% degli automobilisti porta con sé minori senza utilizzare né cinture né seggiolini di sicurezza, un dato quasi doppio rispetto alla media nazionale. Inoltre, il 60% guida in condizioni di stanchezza, un’abitudine che può compromettere seriamente i tempi di reazione e la capacità di concentrazione.
Non mancano, però, alcuni segnali positivi. L’84% degli automobilisti veronesi dichiara di indossare sempre la cintura di sicurezza, mentre il 76% afferma di utilizzare correttamente sistemi di trasporto per gli animali in auto. Inoltre, il 71% ha compilato o sarebbe in grado di compilare correttamente il modulo CID in caso di sinistro, mostrando una certa preparazione nella gestione delle emergenze.
L’indagine, presentata in occasione di un incontro pubblico a Verona, ha coinvolto esperti del settore, forze dell’ordine e istituzioni locali. L’obiettivo è quello di rafforzare l’educazione stradale e sensibilizzare i cittadini, soprattutto i più giovani, sui rischi legati a comportamenti irresponsabili.
Tra gli intervenuti, rappresentanti delle autorità provinciali e delle associazioni per la sicurezza stradale hanno sottolineato la necessità di fare prevenzione non solo attraverso le sanzioni, ma anche con programmi educativi e iniziative nelle scuole, rivolti ai futuri automobilisti.
Una consapevolezza nuova è necessaria per ridurre gli incidenti e salvare vite, soprattutto in un contesto in cui le violazioni sembrano diffuse e spesso sottovalutate. A Verona, il tema della sicurezza stradale si conferma quindi una priorità da affrontare con urgenza e determinazione.