Valpolicella, cresce la protesta per i bus soppressi: «Pronti a manifestare»

Studenti, lavoratori e imprese penalizzati: i Comuni chiedono il ritorno della linea 21 e delle corse festive

Proteste sempre più accese in Valpolicella contro le modifiche apportate al servizio di trasporto pubblico locale. Dopo la soppressione della linea 21 e della corsa festiva 93, i residenti e gli amministratori dei Comuni colpiti tornano a farsi sentire, denunciando gravi disagi quotidiani per studenti, lavoratori e attività economiche. Le richieste di ripristino delle linee, già inviate in forma ufficiale all’azienda di trasporto ATV, non hanno finora prodotto risultati concreti. Ora si valuta una manifestazione davanti alla sede dell’azienda.

La questione ha coinvolto direttamente i Comuni di Negrar, San Pietro in Cariano, Fumane, Marano e Sant’Ambrogio, che segnalano un peggioramento significativo nei collegamenti interni alla vallata e con la città di Verona. Il taglio della linea 21, che un tempo univa San Giovanni Lupatoto alla Valpolicella passando dagli ospedali cittadini, ha lasciato un vuoto nei trasporti locali, spezzando il servizio in due tronconi e introducendo la nuova linea 20, con capolinea a Verona Porta Nuova.

Secondo ATV, questa modifica ha permesso di aumentare la frequenza delle corse, ma gli amministratori locali sottolineano che la continuità verso le zone più interne è stata interrotta, costringendo i passeggeri a un cambio sulla linea 103, che viene ritenuta inadeguata, sia per la copertura territoriale che per le coincidenze.

Ad aggravare la situazione è stata la cancellazione della linea 93 nei giorni festivi, un servizio strategico per un territorio ad alta vocazione turistica come la Valpolicella. Durante un’assemblea pubblica tenutasi il 12 novembre a San Pietro in Cariano, promossa dalla lista civica di minoranza San Pietro Sei Tu, il capogruppo Stefano Marchesini ha espresso «preoccupazione, rabbia e delusione», criticando l’assenza di coinvolgimento dei Comuni nella decisione.

La mobilitazione è già partita con una raccolta firme che ha superato le 740 adesioni, lettere indirizzate alle istituzioni e interrogazioni nei consigli comunali. La questione è approdata anche a un incontro ufficiale tra i sindaci e il presidente di ATV, Massimo Bettarello.

Durante il confronto, sono emerse criticità da tutti i Comuni coinvolti:

  • Gerardo Zantedeschi (San Pietro in Cariano) ha chiesto maggiore attenzione per scuole, università e aziende locali.

  • Fausto Rossignoli (Negrar) ha evidenziato la perdita dei collegamenti interni garantiti dalla ex linea 21.

  • Roberto Zorzi (Sant’Ambrogio) ha definito incomprensibile la cancellazione delle corse festive, specie in vista delle domeniche ecologiche.

  • Giuseppe Zardini (Marano) ha segnalato le difficoltà a raggiungere le zone collinari.

  • Daniele Zivelonghi (Fumane) ha denunciato i lunghi tempi di attesa nelle coincidenze alla stazione di Porta Nuova, con attese che possono superare anche un’ora.

Da parte sua, ATV ha ribadito la disponibilità a valutare modifiche alla luce delle esigenze del territorio, spiegando che la rimodulazione è stata decisa sulla base dei dati di utilizzo e delle risorse disponibili. L’azienda ha comunque assicurato che continuerà a monitorare la situazione, anche in un’ottica di valorizzazione turistica del territorio.

Ma la pazienza degli utenti e degli amministratori sembra agli sgoccioli: se non arriveranno risposte concrete, la protesta potrebbe spostarsi sotto la sede di ATV. La richiesta condivisa è chiara: ripristinare le linee soppresse per garantire una mobilità adeguata a un’area strategica come la Valpolicella.

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