Un laboratorio di economia circolare e riscatto sociale. È questo il cuore del progetto Precious Plastic Verona, attivo nella Casa Circondariale di Montorio, dove il riuso della plastica diventa leva per la formazione professionale dei detenuti e per lo sviluppo di un modello replicabile di sostenibilità ambientale e inclusione lavorativa.
Finanziata nell’ambito del Bando Sinergie della Fondazione Cariverona e cofinanziata dal Comune di Verona, l’iniziativa nasce da una rete ampia di realtà pubbliche, private e del terzo settore. A coordinare il progetto è Reverse, realtà già attiva all’interno del carcere con il laboratorio di falegnameria Reverse In, ora capofila anche di questo nuovo percorso che punta a dare valore alla plastica scartata e, insieme, alle persone.
Un progetto sociale, ambientale e formativo
Dal 2026, i detenuti coinvolti produrranno manufatti in plastica riciclata all’interno del carcere. Attualmente il progetto è in fase sperimentale: i primi pannelli in plastica riciclata sono già in lavorazione, in attesa di avviare la piena operatività in primavera.
Gli obiettivi sono molteplici:
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Ridurre l’impatto ambientale dei rifiuti plastici, trasformandoli in risorsa
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Fornire competenze tecniche e professionali ai detenuti
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Favorire il reinserimento sociale e lavorativo, offrendo nuove prospettive di vita
“Precious Plastic non è solo un laboratorio, ma un prototipo di futuro”, ha dichiarato Andrea Di Fabio di Cariverona. “Un progetto che mette insieme ambiente, formazione e responsabilità sociale”.
Una filiera locale tra pubblico, privato e terzo settore
Il valore del progetto sta anche nel suo modello collaborativo. Oltre a Reverse, partecipano:
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Amia, con il ruolo di co-finanziatore e fornitore di materiale plastico da avviare al riciclo
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Meg Srl, eccellenza veronese nel trattamento rifiuti, che condivide know-how tecnico per garantire la qualità del materiale rigenerato
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Fondazione Edulife ETS, responsabile dei percorsi formativi per i detenuti e della misurazione dell’impatto economico e sociale
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Giracose Odv, che collabora allo sviluppo delle tecniche artigianali di trasformazione
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Fondazione Esodo e My Planet 2050 Aps, impegnate nei percorsi educativi e di sensibilizzazione
“Questo è un ecosistema di collaborazione replicabile anche in altri territori”, ha sottolineato Federica Collato, vicepresidente di Reverse. “È la prova che l’unione tra istituzioni, imprese e terzo settore può generare impatti positivi e duraturi”.
Un laboratorio che produce valore
Dal punto di vista istituzionale, il Comune di Verona considera l’iniziativa una tappa concreta verso l’integrazione tra sostenibilità ambientale e inclusione sociale. L’assessora ai Servizi Sociali Luisa Ceni ha parlato di “un progetto che recupera plastica e persone, nel rispetto della nostra Costituzione, che garantisce il diritto al lavoro anche ai detenuti”.
Stessa visione per la direttrice del carcere di Montorio, Maria Grazia Bregoli, che ha evidenziato: “Il progetto dà senso alla pena come rieducazione. Trasforma il carcere in un luogo generativo, dove nessuno è scartato”.
Verso il mercato e la rigenerazione urbana
I manufatti prodotti potranno essere immessi nel mercato, offrendo sostenibilità economica al progetto. Il Comune valuta già l’integrazione dei materiali riciclati nei programmi di rigenerazione urbana, rendendo così la plastica rigenerata parte della trasformazione urbana di Verona.
Infine, il presidente di Amia Roberto Bechis ha espresso l’auspicio che Precious Plastic diventi una start-up indipendente, in grado di concorrere sul mercato e continuare a formare persone e salvaguardare l’ambiente: “È un progetto che unisce economia circolare e reinserimento sociale, due sfide chiave per il futuro”.