Verona lancia l’Atlante di Genere per ripensare la città in chiave femminile

Atlante di genere Verona

Rendere Verona una città più equa e vivibile per tutte e tutti attraverso un’analisi urbana che tenga conto delle differenze di genere: è questo l’obiettivo del progetto Verona Atlante di Genere”, presentato ufficialmente alla cittadinanza giovedì 27 novembre nella Sala Arazzi di Palazzo Barbieri.

Il programma, promosso dall’Amministrazione comunale, mira a mappare bisogni, spazi e servizi urbani legati alla vita quotidiana delle donne, con l’intento di favorire una pianificazione più giusta, sostenibile e accessibile per ogni cittadina e cittadino.

Il progetto si ispira a esperienze già attive in città come Milano, Bologna, Parma e Ferrara ed è guidato dalla vicesindaca e assessora alla Parità di Genere Barbara Bissoli e dalla consigliera Beatrice Verzè, in collaborazione con l’associazione Sex & the City APS – ideatrice del Gender Atlas – e numerose realtà territoriali.

Città da ripensare: servizi, mobilità e sicurezza al centro

Il progetto parte da un principio fondamentale: la città è spesso costruita secondo modelli pensati da uomini e per uomini, lasciando in ombra le esigenze quotidiane delle donne.

L’Atlante intende invertire questa tendenza, fotografando con precisione la condizione femminile nei diversi ambiti della vita urbana. Le aree di analisi saranno sei:

  1. Mobilità, con particolare attenzione agli spostamenti intermodali, alle esigenze legate al lavoro di cura e alla sicurezza stradale per chi si muove con bambini o in bicicletta.

  2. Servizi e salute, per individuare carenze e potenzialità nel sistema socio-sanitario in relazione ai bisogni femminili.

  3. Spazio pubblico, per analizzare la percezione di sicurezza, l’accessibilità e la qualità degli ambienti urbani.

  4. Abitazione, con un focus su cohousing, accesso alla casa e condizioni abitative delle donne sole o in situazioni di vulnerabilità.

  5. Sfera simbolica, attraverso la mappatura della toponomastica e delle statue dedicate alle donne, spesso assenti nello spazio pubblico.

  6. Occupazione femminile, per comprendere il rapporto tra lavoro, mobilità e servizi in ottica di pari opportunità.

Il metodo: un questionario per costruire l’Atlante insieme ai cittadini

Alla base del progetto vi è la raccolta partecipata di dati e testimonianze, che sarà avviata attraverso un questionario online rivolto a tutta la cittadinanza: Partecipa al questionario

Il coinvolgimento attivo di associazioni, residenti e gruppi femminili sarà fondamentale per costruire una mappa digitale accessibile a tutti, utile sia come strumento pratico per la vita quotidiana, sia come base di partenza per politiche pubbliche più efficaci e sensibili alla dimensione di genere.

Un cambio di prospettiva necessario e non più rimandabile

“Indossare gli occhiali di genere è un’azione necessaria, non più procrastinabile”, ha sottolineato la vicesindaca Barbara Bissoli, evidenziando come le città del Novecento siano state pensate per uomini e quanto sia urgente ripensarle includendo le esigenze delle donne: dai tempi di percorrenza ai percorsi sicuri, dall’accesso ai servizi all’equilibrio tra vita privata e lavoro.

Anche la consigliera Beatrice Verzè ha ribadito il valore politico e sociale del progetto: “Una Verona femminista è possibile. Lo dimostra la rete di associazioni che già ogni giorno lavora per una città più giusta. Ora è il momento di fare rete anche istituzionalmente”.

Un progetto riconosciuto a livello europeo

Il progetto si avvale della metodologia registrata “Gender Atlas”, già premiata a livello europeo: il Milan Gender Atlas è stato infatti selezionato da EIGE – European Institute for Gender Equality tra le 10 best practices sul Gender Mainstreaming nell’ambito dell’European Green Deal.

Verona si prepara così a diventare un modello di osservazione urbana inclusiva, orientata non solo alla parità, ma a ripensare gli spazi urbani in funzione del benessere collettivo.

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