Verona conquista il settimo posto nella classifica 2025 sulla qualità della vita stilata dal Sole 24 Ore, confermandosi tra le città italiane più vivibili, anche se con alcuni segnali contrastanti. L’indagine, giunta alla sua trentaseiesima edizione, analizza 90 indicatori suddivisi in sei macroaree che descrivono il benessere nei territori: affari e lavoro, ricchezza e consumi, giustizia e sicurezza, demografia e società, ambiente e servizi, cultura e tempo libero.
Trento è al primo posto assoluto, seguita da Bolzano, Udine, Bologna e Bergamo, quest’ultima vincitrice nel 2024. Treviso (sesta) e Padova (nona) confermano il primato del Nord-Est. Verona, in settima posizione, guadagna terreno rispetto all’anno scorso, ma mostra forti squilibri tra eccellenze e criticità.
Spettacoli da record, ma furti in aumento
Il punto di forza assoluto della città scaligera è il primato nazionale per ingressi agli spettacoli, con 203 biglietti venduti per evento, a fronte di una media nazionale di 69. Merito anche dell’Arena di Verona, teatro all’aperto tra i più grandi e attivi al mondo, che traina l’intero comparto dello spettacolo locale.
Sul fronte opposto, però, Verona sprofonda al 101° posto per furti in abitazione, con 423,4 denunce ogni 100mila abitanti, ben al di sopra della media nazionale (272,5). Un dato che pesa negativamente sulla macroarea “Giustizia e sicurezza”, dove la città scivola fino all’85° posto.
Balzo in ricchezza e consumi, bene anche ambiente e lavoro
Sul piano economico, Verona migliora sensibilmente in “Ricchezza e consumi”, dove guadagna ben 17 posizioni e si piazza 15ª a livello nazionale. Stabile e positiva anche la performance negli “Affari e lavoro”, dove la città scala una posizione e si colloca al 12° posto, dimostrando una buona tenuta del tessuto produttivo locale.
In miglioramento anche il settore “Ambiente e servizi”, che passa al 17° posto, segnando un progresso di 13 posizioni rispetto al 2024. Un segnale incoraggiante per l’efficienza urbana e la vivibilità quotidiana, che rappresentano fattori chiave nel giudizio complessivo.
Cultura e demografia in calo
Meno brillante, invece, la situazione per quanto riguarda la cultura e il tempo libero, che perde ben 21 posizioni. Un dato in apparente contrasto con il primato negli spettacoli, ma che include altri indicatori, come numero di librerie, biblioteche, sale cinematografiche e offerta culturale diffusa.
In calo anche le performance legate a “Demografia e società”, che riflettono dinamiche complesse legate all’invecchiamento della popolazione, alla natalità e all’inclusione sociale. Fattori che, a lungo termine, possono influenzare la coesione e la resilienza della comunità.
Un Nord saldamente al comando, il Sud resta indietro
La classifica 2025 conferma la netta predominanza delle province settentrionali, con tutte le prime dieci posizioni occupate da città del Nord. Tra le grandi città, Milano è ottava, mentre Roma recupera 13 posizioni e si piazza 46ª. Firenze è stabile al 36° posto, Genova sale al 43°, Torino al 57°.
Il Sud Italia resta ancora in coda, con Cagliari 39ª come prima tra le province meridionali, e Reggio Calabria all’ultimo posto per il secondo anno consecutivo. Napoli (104ª), Palermo (97ª) e Catania (96ª) restano tra le ultime, mentre Bari perde due posizioni e si ferma al 67° posto.