Autovelox non registrati, multe illegittime in Veneto: cosa cambia per gli automobilisti

Solo i dispositivi inseriti nell’elenco ufficiale del Ministero dei Trasporti possono elevare sanzioni: a rischio decine di verbali in tutta la regione

Autovelox

In Veneto sono attivi 440 dispositivi per il controllo della velocità, ma non tutti sono legittimati a emettere multe. A chiarirlo è il censimento voluto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che ha imposto a Comuni e forze dell’ordine la registrazione obbligatoria degli autovelox. Chi non ha completato la procedura entro la fine di novembre, perde il diritto di contestare violazioni.

A Verona e provincia, gli strumenti registrati sono 56, lo stesso numero della provincia di Treviso. Padova si conferma la più sorvegliata con 101 apparecchi attivi, seguita da Venezia con 71 e Vicenza con 69. Gli autovelox non inseriti nel portale ufficiale del MIT sono considerati non operativi e le eventuali multe potranno essere impugnate in sede legale.


La situazione in Veneto: 440 velox tra fissi, mobili e tutor

Il totale regionale comprende 428 dispositivi tra fissi e mobili, più 12 tutor attivi sulle autostrade. A livello nazionale, il censimento ha individuato 3.625 strumenti contro le oltre 10.000 unità precedentemente ipotizzate. Una cifra che ridimensiona notevolmente le stime circolate negli ultimi anni e smentisce ipotesi di un uso eccessivo degli autovelox.

A Verona il dato si traduce in un’incidenza pari all’1,5% del totale nazionale. Luigi Altamura, comandante della Polizia Locale di Verona e membro del Tavolo ANCI sulla sicurezza urbana, sottolinea che “solo i dispositivi registrati possono essere utilizzati per le sanzioni”, mentre quelli non registrati devono essere considerati non conformi.


Sanzioni illegittime: quando la multa può essere annullata

La verifica della legittimità dell’apparecchio è ora possibile per ogni automobilista. Basta consultare il portale ufficiale velox.mit.gov.it/dispositivi per verificare se il dispositivo che ha rilevato l’infrazione è regolarmente registrato. In caso contrario, la multa può essere contestata per mancanza di validità giuridica.

Un altro nodo cruciale riguarda la distinzione tra approvazione e omologazione degli autovelox. La Corte di Cassazione ha chiarito che solo gli strumenti omologati possono essere considerati validi ai fini sanzionatori. La semplice approvazione, infatti, rappresenta un controllo sul prototipo, non sull’effettiva capacità dello strumento di rilevare con precisione la velocità.


Un nuovo decreto per risolvere il vuoto normativo

Alla fine del 2024, il Ministero delle Infrastrutture ha istituito un tavolo tecnico interministeriale per stabilire criteri certi per l’omologazione. I lavori si sono conclusi nel primo trimestre del 2025 e a marzo è partita la notifica alla Commissione Europea. Il nuovo decreto, atteso a breve, definirà i requisiti tecnici minimi per l’omologazione e introdurrà procedure unificate per test e certificazioni. Inoltre, prevede che tutti i dispositivi approvati dal 2017 in poi saranno automaticamente omologati.

Questo intervento legislativo mira a colmare un vuoto normativo che risale al 1992 e a evitare difformità nei contratti di fornitura tra Comuni e aziende produttrici. In passato, infatti, molti enti locali hanno acquistato strumenti indicati come “omologati”, ma in realtà solo “approvati”, rendendo contestabili migliaia di sanzioni.


Verona e provincia: ecco dove sono gli autovelox attivi

Nel dettaglio, a Verona città sono operativi una postazione fissa in tangenziale e tre apparecchi mobili. A Bussolengo ci sono tre dispositivi, tra cui un telelaser. Seguono Villafranca, Pescantina e Sommacampagna, con uno o due strumenti ciascuno.

La Polizia Locale di Legnago dispone di cinque apparecchi, mentre Bovolone ha un mix di fisso, mobile e fisso-mobile. Presenze anche a Grezzana, Castel d’Azzano, San Giovanni Lupatoto, Sona, Isola della Scala, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sanguinetto e lungo la Gardesana Orientale, con sei dispositivi tra Garda, Torri e Castelnuovo. Altri comuni coperti sono Affi, Albaredo, Cavaion, Ronco all’Adige, Zevio, Caprino, Villa Bartolomea, Casaleone, Cologna Veneta, Peschiera e San Martino Buon Albergo.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

Aperto il bando 2026 per under 28: un anno di esperienza tra cultura, educazione e...
Opportunità a tempo indeterminato nel Comune per esperti ICT tra innovazione digitale e sicurezza informatica...
Il 21 e 22 marzo visite straordinarie tra palazzi storici, ville e borghi con percorsi...

Altre notizie