Veronetta riscopre il suo tesoro rupestre

Il sacello dei Santi Nazaro e Celso sarà presto accessibile grazie al PNRR

Visita Sacello Rupestre

Un bene storico di straordinaria importanza per Verona torna a nuova vita: il sacello rupestre dei Santi Nazaro e Celso, unica testimonianza veneta di architettura sacra paleocristiana in grotta, è stato consolidato e messo in sicurezza, con un intervento da 500 mila euro finanziato dal PNRR – NextGenerationEU. Situato in via Rismondo 10, nel cuore del quartiere di Veronetta, il sacello sarà presto aperto al pubblico grazie a un percorso di visita progettato dal Comune.

Un monumento paleocristiano unico in Veneto

Risalente al VI-VII secolo d.C., il sacello dei Santi Nazaro e Celso rappresenta un raro esempio di culto cristiano ipogeo, scavato nella roccia tufacea del Monte Castiglione. L’edificio, sconsacrato e oggi incluso nell’area dell’Istituto IPSIA Giorgi, è stato a lungo invisibile ai cittadini e ai turisti. Il recente intervento di messa in sicurezza sismica restituisce alla collettività un patrimonio di altissimo valore storico e culturale.

Secondo le fonti storiche, come Ludovico Moscardo (Seicento) e Scipione Maffei (Settecento), il sacello subì una demolizione parziale nel XV secolo, durante i lavori di ampliamento del monastero sovrastante. Gli affreschi interni, risalenti al X e XII secolo, furono staccati negli anni ’60 del Novecento e sono oggi custoditi al Museo degli Affreschi G.B. Cavalcaselle.

Fondi PNRR per la salvaguardia del patrimonio

L’intervento è stato realizzato dal Comune di Verona attraverso il finanziamento del PNRR – Missione 1 Componente 3 – Investimento 2.4 “Sicurezza sismica nei luoghi di culto”, nell’ambito del progetto Recovery Art, finalizzato al restauro del patrimonio culturale e alla sicurezza dei luoghi di culto. I lavori hanno seguito con rigore le linee guida ministeriali e i vincoli paesaggistici, intervenendo solo laddove necessario per assicurare la stabilità strutturale e preservare l’integrità dell’ambiente rupestre.

Il sito sarà valorizzato con un nuovo accesso

Durante il sopralluogo tecnico di presentazione, alla presenza della vicesindaca Barbara Bissoli, degli architetti Massimo Donisi, Viviana Tagetto, Raffaella Gianello e della Soprintendenza, è stato annunciato l’impegno dell’Amministrazione per rendere il sacello accessibile alla cittadinanza. L’ipotesi è quella di realizzare un percorso di visita a partire dalla Scala XVI Ottobre, in continuità con la via dei pellegrini che conduceva all’Alto San Nazaro, richiamando così l’antica tradizione devozionale del luogo.

“Si tratta di un intervento che coniuga tutela, rigenerazione urbana e valorizzazione turistica” ha dichiarato la vicesindaca Bissoli, sottolineando l’importanza dell’opera per il quartiere di Veronetta, al centro di un piano di rilancio culturale e sociale. L’apertura al pubblico del sacello contribuirà ad arricchire l’offerta di percorsi storico-artistici della città, con un’attenzione particolare a esperienze esclusive e non convenzionali.

Una nuova vita per il sacello

Oggi il sacello è visibile solo in occasioni eccezionali. Ma grazie agli interventi realizzati e a quelli in programma, diventerà un nuovo punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio ipogeo e per la fruizione consapevole di beni culturali “nascosti”. Un’opera che rafforza il ruolo di Verona come città custode della memoria e capace di rigenerare il suo tessuto urbano a partire dalla cultura.

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