L’immobilità durante i viaggi di lunga durata può aumentare sensibilmente il rischio di trombosi venosa, patologia nota come “trombosi del viaggiatore”. A questo fenomeno l’Azienda ospedaliera universitaria integrata (AOUI) di Verona e l’Aeroporto Catullo rispondono con una campagna informativa congiunta, pensata per sensibilizzare chi parte da Verona sui rischi legati a lunghi spostamenti in aereo, ma anche in auto o treno.
La collaborazione tra sanità e infrastrutture di trasporto ha preso il via nella Giornata mondiale della Trombosi, con un punto informativo allestito nel terminal partenze dello scalo veronese. Brochure in sette lingue (tra cui italiano, inglese, tedesco, francese, arabo, cinese e spagnolo), QR code per il download dei materiali e video esplicativi trasmessi nei totem multimediali del terminal completano un’iniziativa di prevenzione che continuerà nel tempo.
L’Unità Operativa di Medicina Interna B dell’Ospedale di Borgo Roma, diretta dalla prof.ssa Simonetta Friso e con il coordinamento scientifico del prof. Nicola Martinelli, ha curato la realizzazione dei contenuti informativi, coinvolgendo anche medici in formazione e professionisti esperti in patologie trombotiche e della coagulazione.
Secondo gli specialisti coinvolti nel progetto, i viaggi in aereo superiori alle quattro ore triplicano il rischio di trombosi venosa profonda, soprattutto in presenza di altri fattori predisponenti come obesità, fumo, uso di contraccettivi, gravidanza, età superiore ai 40 anni, tumori o interventi chirurgici recenti. Anche la disidratazione e la ridotta pressione di ossigeno in quota contribuiscono a rendere il sangue più denso e favorire la formazione di coaguli.
Il rischio riguarda in particolare gli arti inferiori, dove l’insufficiente circolazione dovuta alla posizione statica può causare trombi, che, se migrano verso i polmoni, possono provocare un’embolia polmonare.
Sette sono i consigli principali per prevenire la trombosi del viaggiatore, distribuiti ai passeggeri in partenza dallo scalo veronese:
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Camminare prima e durante il volo, ogni volta che sia possibile.
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Flettere e distendere regolarmente caviglie e ginocchia, anche da seduti.
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Indossare abiti comodi, evitando indumenti stretti.
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Evitare l’uso di sonniferi, che limitano i movimenti spontanei.
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Bere acqua regolarmente, evitando alcol e caffeina.
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Valutare con il medico l’uso di calze a compressione graduata, se si è soggetti a rischio.
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Non assumere farmaci anticoagulanti o antiaggreganti senza prescrizione medica, come ribadito dal prof. Martinelli: l’autosomministrazione può risultare dannosa e non è raccomandata.
L’adesione del Catullo all’iniziativa si inserisce in una visione più ampia di promozione della salute pubblica negli spazi aeroportuali, come ha sottolineato l’Amministratore Delegato Alessandra Bonetti. “Lo scalo di Verona vuole essere non solo un hub di mobilità, ma anche un luogo di diffusione di buone pratiche e prevenzione, grazie a sinergie concrete tra istituzioni sanitarie e realtà del territorio”, ha dichiarato.
L’interesse nasce da casi clinici già seguiti dall’ospedale veronese, che ha rilevato un aumento di pazienti che hanno sviluppato trombosi al ritorno da viaggi prolungati. L’iniziativa con l’aeroporto, resa possibile anche grazie al supporto tecnico non condizionante dell’azienda farmaceutica Viatris, mira a informare in modo chiaro e accessibile una vasta platea di viaggiatori, soprattutto in vista del picco di partenze natalizie e vacanze invernali.
La prevenzione resta lo strumento più efficace, come sottolineato dalla prof.ssa Friso: “Conoscere i rischi e sapere come comportarsi è essenziale. In questo campo la comunicazione gioca un ruolo centrale, per questo abbiamo deciso di portare il nostro messaggio là dove i viaggiatori partono: in aeroporto”.