Verona rende omaggio a Pasquale D’Ascola, primo presidente della Cassazione

La città celebra il magistrato che vi ha costruito parte fondamentale della sua carriera, ora al vertice della giurisdizione ordinaria italiana

Pasquale D'Ascola

Verona ha reso onore a Pasquale D’Ascola, da pochi mesi nominato Primo Presidente della Corte Suprema di Cassazione, con una cerimonia ufficiale in Sala Arazzi. Il magistrato ha vissuto e lavorato a lungo nella città scaligera, dove ha contribuito con rigore e umanità allo sviluppo del sistema giudiziario locale, lasciando un segno profondo tanto tra i colleghi quanto nella cittadinanza.

Il riconoscimento veronese è arrivato non solo per il prestigioso incarico recentemente assunto, ma anche per un percorso umano e professionale che ha preso forma proprio tra le aule giudiziarie e i contesti sociali della città. Un legame forte, quello con Verona, che D’Ascola ha ricordato con emozione durante il suo intervento davanti a un pubblico composto da rappresentanti istituzionali, autorità civili e militari, avvocati e magistrati.

Le parole del sindaco Tommasi: “Un esempio per i giovani”

Nel suo discorso, il sindaco Damiano Tommasi ha evidenziato il valore simbolico del riconoscimento: “Quando una persona raggiunge traguardi importanti, quel risultato è spesso il frutto di molte esperienze intrecciate. La nostra città ha avuto il privilegio di fare da ‘campo di gioco’ alla sua crescita”.

Tommasi ha sottolineato come la figura di D’Ascola rappresenti un punto di riferimento per le nuove generazioni di giuristi e cittadini, e come la comunità veronese si riconosca nel suo stile improntato a rigore, umanità e attenzione al bene comune.

Un percorso che parte da Verona e arriva ai vertici dello Stato

Originario di Reggio Calabria, D’Ascola arriva a Verona nel 1983 come pretore, incarico che ricopre fino al 1992. Successivamente, viene nominato magistrato del Tribunale di Verona, ruolo mantenuto fino al 2001. Da lì inizia il suo percorso in Cassazione, dove ricopre via via ruoli di crescente responsabilità:

  • 2001–2007: Ufficio del Massimario e del Ruolo;

  • 2007: Consigliere della Corte di Cassazione;

  • 2018: Presidente di sezione;

  • 2023: Presidente aggiunto;

  • 2025: Primo Presidente della Suprema Corte.

Con questo incarico, D’Ascola assume la quinta carica più importante dello Stato italiano. Il suo intervento a Verona è stato anche un momento per ricordare le radici della sua formazione e la profonda connessione con il territorio scaligero.

“Non ho fatto carriera, ho fatto servizio”: il discorso del presidente

Durante la cerimonia, D’Ascola ha ripercorso le tappe della sua vita veronese, dalla famiglia alle esperienze professionali: “Verona mi ha dato moltissimo. Qui sono nati i miei figli, qui ho trovato colleghi straordinari, cittadini accoglienti, relazioni sincere. Ho imparato che si cresce solo nel rapporto con l’altro”.

Ha poi ricordato episodi significativi, come il coinvolgimento nella redazione dello statuto cittadino, il lavoro con l’Università e l’insegnamento ricevuto nelle catechesi di Don Rino Breoni, che hanno contribuito a formare la sua visione umana e giuridica.

Al centro del suo messaggio, la convinzione che la giustizia non sia un percorso individuale, ma un servizio collettivo. “Alla fine, il senso di tutto è semplice: vorrei poter dire non ho fatto carriera, ho fatto servizio”.

Le istituzioni veronesi celebrano il legame con la città

Alla cerimonia hanno preso parte numerosi rappresentanti delle istituzioni. Il Prefetto Demetrio Martino, intervenuto in qualità di rappresentante dello Stato, ha sottolineato l’importanza del radicamento istituzionale nel territorio. Accanto alla Questora Rosaria Amato, ha partecipato anche il presidente del Tribunale di Verona Ernesto D’Amico, che ha elogiato l’aspetto umano del collega: “Oltre all’eccellenza giuridica, il suo stile è sempre stato improntato al dialogo e alla collaborazione”.

Numerosi anche gli interventi di magistrati e avvocati, tra cui:

  • Il Procuratore della Repubblica Raffaele Tito;

  • Il Sostituto Procuratore del Tribunale Militare Luca Sergio;

  • Il Presidente dell’Ordine degli Avvocati Mauro Regis;

  • Il Giudice Pier-Paolo Lanni, che ha tracciato la biografia del presidente;

  • L’ex Procuratore Guido Papalia e l’ex Presidente dell’Ordine Lamberto Lambertini;

  • Il Procuratore Generale emerito di Venezia Nino Condorelli.

Una carriera costruita sul rigore e sull’ascolto

Il profilo di Pasquale D’Ascola emerge come sintesi tra competenza tecnica e sensibilità sociale, tra rigore istituzionale e capacità di dialogo. Il suo legame con Verona non è solo biografico, ma profondamente culturale. In un momento in cui il sistema giudiziario è chiamato a rinnovarsi nel segno dell’efficienza e della prossimità, la sua figura rappresenta una guida autorevole per la giustizia del presente e del futuro.

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