Prende definitivamente forma il nuovo Consiglio regionale del Veneto dopo le elezioni del 23 e 24 novembre. L’assemblea sarà composta da 51 consiglieri, distribuiti tra maggioranza e opposizione con un assetto politico significativamente diverso rispetto alla legislatura precedente.
Ripartizione dei seggi
Il centrodestra mantiene la guida del Consiglio, ma registra un arretramento: la coalizione ottiene 34 seggi, contro i 41 conquistati cinque anni fa. Il centrosinistra avanza a 15 seggi (erano 10), mentre la lista civica Resistere Veneto, guidata dal candidato presidente Riccardo Szumski, conquista 2 posti.
Nel dettaglio dei gruppi consiliari:
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Lega: 20 seggi (incluso il presidente eletto Alberto Stefani)
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Partito Democratico: 10 seggi (compreso Giovanni Manildo, secondo più votato tra i candidati presidenti)
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Fratelli d’Italia: 9 seggi
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Forza Italia: 3 seggi
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Alleanza Verdi e Sinistra: 2 seggi
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Resistere Veneto: 2 seggi
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Udc, Liga Veneta, M5S, Uniti per Manildo, Civiche Venete per Manildo: 1 seggio ciascuno
Rinnovo e conferme
La nuova legislatura porta con sé un forte rinnovamento: 31 consiglieri sono alla loro prima esperienza, mentre i riconfermati sono 12. Non mancano esclusioni eccellenti: restano fuori per ora Vanessa Camani, già capogruppo del Pd, e Roberto Ciambetti, presidente uscente del Consiglio regionale.
Dalla precedente Giunta rientrano invece sei assessori:
Roberto Marcato, Elisa De Berti, Cristiano Corazzari, Manuela Lanzarin, Valeria Mantovan e Francesco Calzavara.
I protagonisti del voto
La tornata elettorale ha confermato la forza elettorale di Alberto Stefani, vincitore in tutte le province e nella quasi totalità dei capoluoghi. È il candidato presidente con la percentuale più alta tra tutte le consultazioni regionali della settimana.
Il record personale va però a Luca Zaia, che ottiene 203.054 preferenze, risultando il più votato in assoluto.
Tra le donne spiccano Elisa De Berti (Lega), che supera quota 14mila voti, e Chiara Luisetto (Pd), oltre 15mila.
La rappresentanza femminile
La presenza delle donne rimane stabile: sono 18 le elette, di cui 13 nella maggioranza e 5 nell’opposizione, una proporzione quasi identica rispetto alla precedente legislatura.
I prossimi passi
L’assemblea attende ora la proclamazione ufficiale degli eletti da parte della Corte d’Appello. Solo dopo questo passaggio potrà iniziare formalmente la dodicesima legislatura, con la convocazione del primo Consiglio entro dieci giorni dalla proclamazione.