Regionali Veneto 2025: a Verona il centrodestra vince con oltre il 58%

Alberto Stefani in testa nella provincia scaligera, centrosinistra al 37,2%. Affluenza al 45,9%

Alberto Stefani

Con tutte le 263 sezioni scrutinate, i risultati definitivi delle elezioni regionali 2025 nella provincia di Verona premiano nettamente la coalizione di centrodestra, guidata da Alberto Stefani, che raccoglie 54.057 voti, pari al 58,2% del totale. Un distacco significativo rispetto al candidato del centrosinistra Giovanni Manildo, che si ferma al 37,2% con 34.533 preferenze.

Il dato sull’affluenza, però, conferma una partecipazione modesta: hanno votato 94.402 elettori su 205.786 aventi diritto, pari al 45,9%. Tra le schede, 981 sono risultate nulle, 502 bianche, 5 contestate.

Le liste più votate

Nel dettaglio, all’interno della coalizione vincente:

  • Lega: 20.236 voti (24,2%)

  • Fratelli d’Italia: 16.837 voti (20,1%)

  • Forza Italia: 9.040 voti (10,8%)

  • Noi Moderati: 2.253 voti (2,7%)

  • Liga Veneta Repubblica: 950 voti (1,1%)

  • Unione di Centro: 465 voti (0,6%)

Nel campo del centrosinistra, i consensi si sono così distribuiti:

  • Partito Democratico: 18.845 voti (22,5%)

  • Alleanza Verdi e Sinistra: 4.635 voti (5,5%)

  • Le Civiche Venete: 2.845 voti (3,4%)

  • Movimento 5 Stelle: 2.378 voti (2,8%)

  • Manildo Presidente: 1.161 voti (1,4%)

  • Pace Salute Lavoro: 582 voti (0,7%)

  • Volt: 348 voti (0,4%)

Tra i candidati esterni alle due principali coalizioni:

  • Riccardo Szumski (Szumski Resistere Veneto): 2.585 voti (2,8%)

  • Marco Rizzo (Democrazia Sovrana Popolare): 1.392 voti (1,5%)

  • Fabio Bui (Popolari per il Veneto): 370 voti (0,4%)

Centrodestra in vantaggio netto, ma affluenza in calo

Il risultato riflette una solida affermazione del centrodestra, che mantiene la leadership nella provincia veronese con ampio margine. La Lega si conferma primo partito, pur con un calo rispetto a passate tornate elettorali, mentre Fratelli d’Italia consolida la propria posizione e Forza Italia registra un buon risultato in doppia cifra.

Il centrosinistra, pur rimanendo distante, mostra segnali di tenuta, in particolare con il Partito Democratico che si attesta al 22,5%.

La bassa affluenza resta uno dei dati più critici di questa tornata: meno di un elettore su due si è recato alle urne, segno di un crescente disinteresse o sfiducia nei confronti della politica regionale.

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