Si conferma in netto calo l’affluenza alle elezioni regionali del Veneto rispetto a cinque anni fa. Alla chiusura dei seggi alle 23 di domenica 23 novembre, la percentuale dei votanti nella provincia di Verona si è fermata al 33,75%, registrando una flessione di oltre 13 punti rispetto al dato del 2020, quando si era raggiunto il 46,91%. In tutta la regione Veneto, l’affluenza si è attestata al 33,88%, segno evidente di un disinteresse più diffuso, probabilmente causato da fattori sociali e politici non ancora del tutto analizzati.
Il calo di partecipazione è stato uniforme in tutta la provincia veronese, ad eccezione di pochi comuni. Tra questi, Soave ha superato la soglia del 40%, fermandosi al 44,23%, ma anche in questo caso si registra un lieve arretramento rispetto al 2020, quando l’affluenza era stata del 45,25%. Le 868 sezioni elettorali allestite tra capoluogo e provincia hanno quindi visto una partecipazione inferiore alle attese, confermando una tendenza al ribasso già emersa in altre consultazioni recenti.
L’affluenza rilevata alle ore 19 di domenica ha confermato questa dinamica: in Veneto la percentuale di votanti era del 29,32%, mentre cinque anni fa, alla stessa ora, era del 35,56%. Nel Veronese si è registrato un dato simile: 29,02% contro il 35,61% del 2020. Numeri che delineano con chiarezza una partecipazione in costante calo anche nelle ore centrali della giornata.
Alle urne sono chiamati oltre 760mila elettori veronesi, di cui circa 205mila residenti nel solo Comune di Verona. Gli aventi diritto in tutta la provincia sono esattamente 761.541, chiamati a esprimere la propria preferenza per eleggere il nuovo presidente della Regione Veneto e i 50 membri del Consiglio regionale, tra i 140 candidati veronesi in corsa, inseriti all’interno di 16 liste. A livello regionale, il totale dei candidati supera le 800 unità.
Le operazioni di voto proseguono anche nella giornata di lunedì 24 novembre, con i seggi aperti dalle 7 alle 15, ultima finestra utile per gli elettori. Subito dopo, inizieranno le operazioni di scrutinio.
Il calo dell’affluenza rappresenta un segnale significativo, che sarà oggetto di analisi nei prossimi giorni, anche alla luce dei risultati che emergeranno dallo spoglio. L’interesse per la competizione regionale sembra non aver riscaldato gli animi degli elettori, a differenza di quanto accadde cinque anni fa.