Il ruolo delle farmacie veronesi sta cambiando in modo significativo. Non più semplici punti di dispensazione dei farmaci, ma veri presidi sanitari territoriali, capaci di offrire servizi sempre più strutturati e richiesti. Lo confermano i dati registrati da gennaio a metà novembre 2025: le prestazioni complessive hanno raggiunto quota 35.348, un volume che segna un aumento marcato degli accessi e una crescente adesione dei cittadini alla cosiddetta “Farmacia dei Servizi”.
Il flusso più consistente arriva dalla campagna vaccinale 2025/26. Da ottobre, le 103 farmacie della provincia abilitate alle somministrazioni hanno totalizzato 14.321 vaccini, con una netta prevalenza delle inoculazioni antinfluenzali. Gli over 60 continuano a rappresentare lo zoccolo duro dell’adesione, contribuendo alle 12.547 dosi anti-influenza effettuate, mentre le vaccinazioni anti-Covid hanno raggiunto 1.774 somministrazioni entro il 16 novembre. Un andamento che, secondo gli operatori di settore, testimonia una fiducia crescente in un modello di prevenzione più vicino al cittadino e facilmente raggiungibile.
Accanto ai vaccini, un altro fronte in forte espansione è quello della telemedicina, che sta registrando risultati oltre le previsioni. Tra gennaio e ottobre le farmacie veronesi hanno erogato 21.027 prestazioni, con la telecardiologia come principale area di richiesta. Negli ultimi tre mesi, infatti, si sono contati 4.370 servizi legati al monitoraggio cardiologico, con un ricorso massiccio a elettrocardiogrammi, Holter cardiaci e Holter pressori. Complessivamente sono stati realizzati 1.504 ECG, 1.795 Holter cardiaci e 1.071 Holter pressori, numeri che delineano una domanda in forte aumento e una risposta tempestiva da parte dei punti farmacia abilitati.
Questi servizi – accessibili con ricetta del medico curante o di uno specialista convenzionato – rappresentano uno dei pilastri della Farmacia dei Servizi, un modello che in Veneto ha radici lontane. La regione, pioniera trent’anni fa di questa modalità di assistenza sanitaria, vede ora concretizzarsi una fase di estensione capillare che supera le iniziali aspettative. Le farmacie aderenti sono oggi 169, impegnate non solo nella telemedicina ma anche in un ampio ventaglio di screening cognitivi e di prevenzione.
Tra i servizi attivi figurano infatti gli screening dedicati all’aderenza terapeutica per i pazienti con diabete di tipo 2 e BPCO, insieme ai controlli mirati a individuare condizioni non diagnosticate come “Diabete non noto”, “Ipertensione arteriosa non nota” e “Ipercolesterolemia non nota”. L’obiettivo è intercettare precocemente i fattori di rischio e favorire un monitoraggio continuo, soprattutto nelle fasce di popolazione più vulnerabili.
In questo scenario, Federfarma annuncia la volontà di ampliare ulteriormente l’offerta. L’associazione di categoria prevede infatti l’introduzione di nuovi servizi sanitari rivolti alla comunità, proseguendo un percorso che sta trasformando il sistema farmaceutico territoriale in una rete integrata di supporto alla salute pubblica. La crescita costante degli accessi conferma una tendenza chiara: le farmacie stanno diventando un punto di riferimento stabile per prevenzione, diagnosi rapida e monitoraggio, contribuendo ad alleggerire la pressione sulle strutture ospedaliere e sui medici di base.