Due maestre di un asilo nido situato nel Villafranchese, in provincia di Verona, sono state condannate a due anni di reclusione per aver inflitto sistematici maltrattamenti a bambini molto piccoli, di età compresa tra gli otto mesi e i tre anni. La sentenza è stata emessa ieri dal giudice per l’udienza preliminare Paola Vacca, che ha applicato il rito abbreviato con sospensione condizionale della pena. Le educatrici dovranno inoltre seguire un percorso di recupero psicologico.
Le violenze accertate si sono verificate tra gennaio 2022 e febbraio 2023 all’interno della struttura per l’infanzia. Gli episodi documentati raccontano di bambini lasciati da soli per lunghi periodi, strattonati, insultati, costretti a mangiare con la forza e, in alcuni casi, rinchiusi al buio. Tra i casi più gravi, una bambina di otto mesi lasciata piangere per mezz’ora su un passeggino fuori dall’aula, un bimbo di un anno abbandonato su un dondolino mentre piangeva e una piccola di un anno e mezzo sgridata e strattonata per essersi addormentata sul seggiolone.
L’indagine è stata avviata dopo le segnalazioni di alcuni genitori, preoccupati per i cambiamenti improvvisi nei comportamenti dei propri figli. Uno dei genitori racconta: «Nostro figlio aveva iniziato ad avere paura del buio. Pensavamo fosse per l’arrivo del fratellino, ma poi abbiamo capito che c’era dell’altro. Quando abbiamo letto le stesse parole che lui usava nei verbali dei carabinieri, abbiamo capito cosa stava succedendo». Dopo la scoperta, la famiglia ha avviato un percorso terapeutico con una psicomotricista, che ha confermato la presenza di un trauma.
Durante l’udienza, il gup ha disposto anche il versamento di una provvisionale di 2.000 euro a favore delle parti civili coinvolte, tutelate dagli avvocati Mastropasqua, Ghirotto, Ferrarese e Grani. Le due imputate, E.C., 30 anni, e G.V., 37 anni, quest’ultima coordinatrice della struttura, erano difese dagli avvocati Cacciatori, Cestaro e Montresor.
Le accuse contestate erano di maltrattamenti abituali su minori, con elementi aggravanti dovuti alla giovane età delle vittime e alla reiterazione dei comportamenti violenti. Le frasi riportate nei verbali parlano da sole: «sei bruttissima e noiosa», «siete tutti bimbi brutti», «rimbambito», «esaurita». Espressioni offensive che i bambini, ancora incapaci di difendersi o raccontare con chiarezza, hanno interiorizzato fino a ripeterle ai genitori.
Nel corso delle indagini, altre due insegnanti della stessa struttura sono state prosciolte lo scorso aprile, sempre dal giudice Paola Vacca. Le accuse nei loro confronti erano relative all’abuso dei mezzi di correzione, ma non si sono rivelate sufficienti per giungere a un rinvio a giudizio.
L’intero caso ha scosso profondamente la comunità locale e ha sollevato interrogativi sulla formazione e sul controllo del personale educativo all’interno degli asili nido. I genitori dei bambini coinvolti hanno espresso sollievo per la sentenza, pur sottolineando che i danni psicologici subiti dai figli richiederanno tempo e cure per essere superati.