Il collettivo studentesco Tamr non potrà utilizzare l’aula T8 dell’Università di Verona per l’incontro pubblico previsto il 21 novembre, alle ore 17:30, con la partecipazione dell’attivista svedese Greta Thunberg, della palestinese Maya Issa e del veronese Simone Zambrin. A comunicarlo ufficialmente è stato l’Ateneo veronese, che ha motivato la decisione facendo riferimento alla legge 28/2000, in particolare all’articolo 9, che disciplina il rispetto della par condicio da parte delle pubbliche amministrazioni durante le campagne elettorali.
Il riferimento alla legge 28/2000 e alla campagna elettorale in corso
Secondo quanto riportato dall’Università, alcuni contenuti pubblicati sui social collegati all’iniziativa riportavano critiche al governo e riferimenti elettorali, configurando quindi una violazione del principio di imparzialità previsto per le amministrazioni pubbliche nel periodo pre-elettorale. Una condizione che, secondo l’ateneo, impedisce la concessione di spazi pubblici per iniziative che potrebbero essere interpretate come forma di propaganda indiretta.
La replica del collettivo Tamr: “Decisione incoerente con i valori dell’Ateneo”
La reazione del collettivo Tamr è stata immediata. In un comunicato, gli organizzatori si sono detti sorpresi e delusi dalla decisione, soprattutto alla luce della mozione approvata dal Senato accademico il 28 ottobre, con cui l’università si era impegnata a “favorire il dibattito pubblico sulle crisi internazionali, promuovendo la cultura della giustizia e della pace”. Secondo Tamr, vietare un confronto su Palestina, diritti umani e conflitti internazionali è in contraddizione con tale impegno istituzionale.
Il collettivo definisce l’Università un “luogo di sapere e responsabilità civica”, che dovrebbe tutelare la libertà di espressione e garantire spazi di confronto pluralista, soprattutto su temi delicati come i diritti nei contesti di guerra. Per questo, Tamr ha formalmente chiesto un riesame della decisione alla rettrice Chiara Leardini, esprimendo la speranza che l’Ateneo “confermi con i fatti quanto affermato nei principi”.
Greta Thunberg, Maya Issa e Simone Zambrin: un incontro comunque confermato
Nonostante il diniego dell’Università, il collettivo non ha intenzione di annullare l’evento. Come dichiarato da Francesco Orecchio – membro di Tamr e candidato alle regionali per Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) – l’assemblea si terrà comunque, in altra sede. Orecchio ha sottolineato che l’obiettivo è favorire il confronto e non fare propaganda, ribadendo che la presenza di Thunberg, Issa e Zambrin rappresenta un’occasione di dibattito unica per la comunità studentesca e cittadina.
I protagonisti: attivismo internazionale e testimonianze dirette
L’evento, al centro della polemica, dovrebbe ospitare tre figure di rilievo del panorama attivista internazionale:
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Greta Thunberg, simbolo della mobilitazione giovanile per la giustizia climatica e sempre più attiva anche in ambito umanitario;
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Maya Issa, voce del movimento studentesco palestinese, impegnata nella difesa dei diritti nei territori occupati;
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Simone Zambrin, attivista veronese recentemente coinvolto nella Global Sumud Flotilla, l’iniziativa umanitaria diretta a Gaza, durante la quale fu arrestato insieme a Thunberg dall’esercito israeliano e detenuto per cinque giorni.
Secondo Tamr, la loro partecipazione rappresenta un’occasione preziosa per approfondire il tema del conflitto in Medio Oriente, in coerenza con l’impegno accademico alla promozione dei diritti umani e della pace.
Università e ruolo pubblico: il nodo della coerenza istituzionale
L’intera vicenda riapre il dibattito sul ruolo delle università pubbliche come luoghi di confronto aperto e indipendente, soprattutto su temi politicamente sensibili. Se da un lato l’Ateneo ha motivato la scelta con un preciso riferimento normativo, dall’altro il collettivo e parte della comunità studentesca chiedono maggiore coerenza tra le dichiarazioni di principio e le decisioni operative.