Verona si conferma tra le città italiane con la qualità della vita più alta, classificandosi all’ottavo posto su 107 province nell’edizione 2025 della storica indagine condotta da ItaliaOggi. Anche se la città scaligera perde una posizione rispetto al 2024, resta saldamente nella top ten, trainata da buoni risultati in sanità, lavoro e turismo, nonostante un peggioramento in alcuni ambiti chiave come ambiente, sicurezza e istruzione.
Milano guida la classifica nazionale, seguita da Bolzano e Bologna, tutte città del Nord, confermando ancora una volta il profondo divario tra Centro-Nord e Sud. Nelle ultime posizioni figurano Caltanissetta, Crotone e Reggio Calabria, mentre Rimini e Ascoli Piceno segnano i progressi più significativi, guadagnando oltre 20 posizioni rispetto all’anno precedente.
Sanità e lavoro trainano Verona
Tra i nove ambiti analizzati, Verona si distingue nel settore sanitario, dove ottiene un quinto posto assoluto, confermando l’ottima reputazione del sistema locale, pur con un lieve arretramento. La posizione è frutto anche dell’inserimento di nuovi indicatori che valutano l’attrattività ospedaliera e la capacità di risposta dei servizi medici.
Bene anche il comparto affari e lavoro, in cui Verona si colloca ottava, sebbene in calo di cinque posizioni. Gli indicatori considerano occupazione, incidenza delle startup, Pmi innovative e protesti. A dominare qui è Bolzano, seguita da Firenze e Padova.
Turismo e reddito tra i punti di forza
Sul fronte del turismo e della cultura, la città si posiziona sesta, all’interno di un gruppo ristretto di province italiane che registrano alta vivacità culturale e attrattiva. Verona figura accanto a realtà come Trieste, Roma e Rimini.
Anche il reddito e la ricchezza si confermano solidi, con l’undicesima posizione, in risalita rispetto all’edizione precedente. La nuova metodologia dell’indagine considera il valore immobiliare al metro quadro e il costo degli affitti, offrendo una fotografia aggiornata della ricchezza reale.
In calo ambiente, sicurezza e formazione
A pesare sul risultato complessivo è però il peggioramento delle performance ambientali, con Verona che scivola al 47° posto. L’indicatore valuta sia le criticità ambientali che le azioni positive messe in campo dalle amministrazioni locali. Nelle prime posizioni si confermano Bolzano, Bologna e Bergamo.
Scende anche il livello percepito di sicurezza, con Verona al 38° posto per reati e sicurezza sociale. Nonostante una sostanziale stabilità su scala nazionale, la città scaligera perde terreno, mentre province come Ascoli Piceno e Oristano mostrano miglioramenti significativi.
Nel settore istruzione e formazione, infine, Verona si attesta al 24° posto, con un lieve calo. Gli indicatori tengono conto della scolarizzazione, della partecipazione a corsi di formazione e delle competenze alfabetiche e numeriche degli studenti. Bologna, Milano e Udine dominano questa categoria.
Un’Italia ancora divisa
Secondo l’indagine, la qualità della vita nel 2025 è buona o accettabile solo in 60 province su 107, dato in calo rispetto agli anni precedenti. Si accentua la frattura tra Centro-Nord e Sud, con quest’ultimo penalizzato da criticità sociali ed economiche persistenti. Nel Sud e nelle Isole, solo L’Aquila si colloca tra le province con qualità di vita accettabile, mentre il resto del territorio rimane relegato agli ultimi posti.
Per Verona, l’ottavo posto rappresenta un buon risultato, ma evidenzia aree su cui intervenire con maggiore decisione, in particolare ambiente, sicurezza e formazione. Il quadro offerto dall’indagine fornisce uno strumento utile per orientare le politiche locali, grazie ai suoi 97 indicatori suddivisi in nove dimensioni.